Rassegna storica del Risorgimento

LUCANIA ; STORIOGRAFIA
anno <1951>   pagina <568>
immagine non disponibile

568
Tommaso Pedio
quali maneggiano con molta maestria il telaio e confezionano personalmente tutti ì capi del proprio corredo nuziale.
Un mestiere molto rimunerativo, ma carico di responsabilità e pieno di pericoli esercitano i mulattieri i quali, originari prevalentemente dai paesi del Vulture, si distinguono in diverse categorie: accanto a coloro i quali si limitano a trasportare nei paesi limitrofi mercanzie e viveri per conto e con mezzi altrui, vi sono i padroni di muli aventi alle proprie dipendenze da cinque a dieci uomini impiegati neWeser-dno di mulattiere. Di questi si servivano i Luogotenenti della Real Gasa di Basilicata per inviare a Napoli quanto veniva periodicamente esatto da* diverse Università, Baroni e Feudatari di detta provincia di Basilicata. Questi viaggi si ripetevano con una notevole e periodica frequenza: una, ed anche due volte al mese venivano inviati a Napoli da sei a diecimila ducati.
Alla presenza del giudice a contratti, di uno o più notai quando era possibile, e di altri tre testimoni, il danaro che si inviava a Napoli veniva posto dentro diversi sacchetti e quelli riposti dentro barili. ben inchiodati e con ditionati, caricali sopra i muli. Una volta consegnata la somma ai padroni dei muli e stipulato Tatto pubblico, il Luogotenente della Real Casa ed i Percettori Provinciali erano liberi da ogni responsabilità, che però non ricadeva sul mulattiere che prendeva in consegna la somma con l'incarico di trasportarla a Napoli: perdendosi detti docati e parte di quelli non codino a danno o pregiudizio di esso Luogotenente, ma della Real Corte e di quelle Terre che non terranno le Guardie entro olii loro territori acciò non succedano fiati, ty
Alto era il compenso spettante ai mulattieri: al padrone venivano corrisposti 12 ducati per ogni mulo, più nove ducati per ogni uomo facente parte della comi* tìva, compenso questo molto alto se si tiene presente il costo della vita nel secolo XVH1 nei nostri paesi, dove 12 ducati erano sufficienti per costituire una discreta dote per le ragazze da marito.a)
Altra categoria di mulattieri è quella che lavora alle dipendenze dello scartatore delle lettere: 3) costoro compiono periodicamente con i propri animali viaggi nella regione e fuori percependo da tre a dieci ducati per ogni viaggio.
In quasi tutti i centri abitati della regione non mancano il calzolaio, né il fabbro. Il primo, oltre che dedicarsi alla lavorazione delle scarpe, è anche conciatore di pelli, fa selle per i cavalli, basti per gli asini e numerosi altri piccoli lavori del genere. Più frequentemente si incontra il magister ferrarius.
Ma in questi centri, ove la popolazione rurale predomina, e dove tutti sono un po' calzolai, muratori, fabbri, falegnami, l'artigianato non si sviluppa numerica­mente, né, di conseguenza, si evolve. Data quindi la scarsezza della popolazione e, soprattutto, il saper fare di ogni contadino, l'artigiano, per vivere, è costretto ad esercitare il mestiere anche nei paesi limitrofi, portando la sua opera ovunque sia
*) A differenza del mulattiere, il barcaiolo, apprendiamo da un atto notarile stipulato in Mar atea, promette e si obbligo a suo proprio rischio e pericolo a con­durre e far condurre con la propria barca la merce consegnatagli.
I) Cfr. per tutti Sez. Archivio Stato Potenza, Sez. Notarile, ni serie (Melfi), voi. 3159, in cui sono raccolti numerosi documenti del genererifercntisi agli anni 1640-1644.
3) Lo scartatore delle lettere veniva eletto dalla popolazione cittadina me­diante pubblico parlamento; cfr. doc. 52 in Appendice.