Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; TERRA DI OTRANTO ; SOCIET? (R.) ECONOMICA DI TERRA D
anno <1951>   pagina <593>
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LA REAL SOCIETÀ ECONOMICA DI TERRA D'OTRANTO HH NEL RISORGIMENTO SALENTINO . . H
Nel generale impulso impresso dalla dominazione francese alla vita economico-sociale del regno di Napoli, non è da sottovalutare l'ini por tanza della istituzione delle Società di agricoltura, istituite con decreto del 10 marzo 1810.
Di quella sorta in Lecce capoluogo della vastissima provincia di Terra d'Otranto che comprendeva le attuali Provincie di Lecce, Brindisi e Taranto poco resta nei documenti. Essa .ebbe un carattere di superficialità e ritmi in accademici conversari non molte persone colte della borghesia. Murat comunque si senti in obbligo di dotarla nel 1813 di uno stabile e di un vasto giardino e ne trasformò il nome in quello di Società Economica. Primo Segretario perpetuo ne fu Consalvo Moschettine noto studioso di sentimenti liberali. Si può affermare che gli argomenti agricoli di maggior interesse per la Terra d'Otranto nel periodo mura ttiano fossero la cultura del cotone e rimpianto di nuovi vitigni che i francesi importavano.
Dopo la caduta del Murat, il reale decreto del 26 marzo 1817 si propose lo stabi­limento delle Società economiche in tutte le Provincie al di qua del Faro allo scopo di promuovere la pubblica industria. Uno statuto, pubblicato nella stessa data, ne regolava minutamente la vita.
Fu così ricostituita in Lecce la Società economica: i soci che già si trovavano a farne parte, furono confermati. Dai documenti che è stato possibile consultare e che con ogni probabilità costituiscono tutto quanto sull'attività della Società in quel periodo iniziale si conservi risulta che nel primo decennio di vita la Società andò lenta­mente facendosi le ossa, tra difficoltà di finanziamento e l'apatia delle categorie agricole.
Dagli Atti del Consiglio Generale della provincia risulta che questo trattava nei 1818 e nel 1824 direttamente con il Ministero dell'Interno l'acquisto di nuove mac­chine per la macerazione del lino e della canapa, cosi come direttamente al Ministero richiedeva.nel 1818 un tecnico minerario. Quando il Consiglio Generale sente la ne­cessità di fare qualcosa per migliorare le cognizioni tecniche degli agricoltori e pro­pone all'Intendente l'edizione di un Catechismo agrario, solo in via subordinata pensa di affidarne la compilazione alla Società.
Tutto ciò peraltro non può destar meraviglia se solo si ponga mente al fatto che 3 decennio successivo alla caduta di Murat-trascorse agitatissimo nella Terra d'Otran­to, percorsa da violenti sommovimenti di carattere politico e sociale.
Negli anni successivi invece i rapporti della Società con il Consiglio provinciale e l'Intendente si vanno facendo piò intensi e nel 1827 viene affidato a segno della fiducia che quell'organismo ormai desta la cura del giardino pubblico e nel 1828 la pubblicazione del progettato Catechismo agrario.
Sono questi gli anni nei quali i quadri della Società si allargano e si arricchiscono: entrano nel numero dei soci uomini che per lunghi anni ne costituiranno l'elite dirigente, e, con il loro ingegno la loro attività ed il loro attaccamento, le imprimeranno una netta individualità. L'avvento al trono del nuovo re determina un'atmosfera di feconda ope­rosità. Un impulso di costruttiva fatica muove le popolazioni del regno e soprattutto le categorie borghesi che si vedono aperta qualche possibilità di trionfo allo proprie aspi­razioni.