Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; TERRA DI OTRANTO ; SOCIET? (R.) ECONOMICA DI TERRA D
anno <1951>   pagina <594>
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L'attivitài della Società appare ora più complessa e, se i documenti sono scarsi, si può bene argomentare che essa ha esteso la sua influenza a buona parte della pro­vincia: migliaia di piante di erba medica arborea vengono inviate a Taranto nel 1833. Nello stesso unno la Società cede aH*Intendcnza una parte del suolo del suo giardino autorizzandovi la costruzione di un educandato e di un orfanotrofio e ne ricava in com­penso la costruzione di uno stabile più decoroso. Il Ministero dell'Interno ormai per pareri tecnici si rivolge esclusivamente alla Società, tramite l'Intendente;
Finalmente nel 1835* in coincidenza della morte del segretario perpetuo, viene nominato all'incarico il socio dottor medico Gaetano Stella e si addiviene, sotto la guida del nuovo presidente Saverio Palmieri, valoroso soldato murattiano, olla riorganizza­zione degli uffici; si studia un nuovo programma di lavoro indirizzato al perfeziona­mento della principaleindustria della provincia, l'industria agraria, agendo più con l'esempio che con i precetti . l) Nondimeno in quello stesso anno la Società pone in gratuita distribuzione una memoria sulla cultura dell'olivo e la estrazione dell'olio, principale fonte di ricchezza per la provincia
Fecondi di attività sono gli anni dal 1836 al 1839. Validissimo è lo sforzo per rein­trodurre in provincia l'allevamento del baco e la tratta della seta. La Società parte in questa sua decisione dal giusto presupposto che danno gravissimo all'economia della provincia risulti dalla monocultura dell'olivo, solo in misura ridotta integrata dalla cultura dei cereali e della vite.
S'introducono cosi il gelso Ricciardi e quello delle Filippine, se ne propaganda la diffusione, se ne impiantano vivai e si effettua poi gratuitamente la distribuzione di migliaia di piantine.
Al tempo stesso al Reale Istituto di Incoraggiamento di Napoli si richiedono nuovi tipi d'aratri per coltivazioni profonde e se ne esperimenta l'utilità, si propa­ganda la opportunità di estendere le culture foraggere e si diffonde una nuova memoria sui metodi per la raccolta delle olive e la conservazione dell'olio ed un'altra su un metodo più tecnicamente perfetto di pota dell'olivo.
La Real Soci età economica di Terra d'Otranto insomma non è insensibile al moto di deciso progresso che pervade pur tra tante difficoltà d'ordine sociale politico e tecnico che oduggiono la vita dello Stato napoletano dopo il 1835, tutto il regno. La ripresa deDa cultura del gelso, in concomitanza con la concessa libertà di espor­tazione, è un segno ma non è tutto, in particolare se si pensa che l'introduzione delle culture foraggere costituisce nell'epoca la grande rivoluzione tecnica dell'agricoltura europea. Latifondo e mancanza di capitali da un canto, polverizzazione della piccola proprietà ed arretratezza civile e tecnica dei contadini* disseminati in piccoli borghi rurali male collegati ed appena autosulEcicnti, costituiscono i grandi avversari contro cui si battono i soci più evoluti della Reale Società economica.
Nel 1839, per volontà sovrana, la Società viene dotata di più adeguati fondi e la. sua attività quindi si moltiplica. Si dà inizio allo pubblicazione del Giornale di Economia Rurale, attraverso il quale la Società realizza una più larga diffusione delle sue diret­tive. Si punta sulla collaborazione dei parroci e dei sindaci, impegnandoli ad ì sveglia re i sopiti sentimenti dell'amor patrio e del pubblico bene per sradicare i vecchi pregiu­dizi ed affrancare ti volgo ed > 1 comune degli uomini dalla schiavitù delle inveterate abitudini e de' metodi i più incongruenti e difettosi . '-) Gli studi della Società nel
J) Giornale d'Economia filtrale. Voi. IV, pag. 50.
2) Giornale d'Economia Rurale, Voi. I, pog. 27, iclnz. Persone.