Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; TERRA DI OTRANTO ; SOCIET? (R.) ECONOMICA DI TERRA D
anno <1951>   pagina <597>
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La Real Società economica di terra d'Otranto, ecc. 597
consistere so non nel lasciare in piena libertà l'industria: in facilitarci trasporti interni ed esterni; in stabilire vantaggiosi trattati di commercio; nella protezione del governo verso le Fabbriche e Stabilimenti; in i spander e l'istruzione su metodi più adatti e con­ducenti... . i) Nel 1842 torna sullo stesso argomento, diffondendosi contro un ten­tativo di stabilire le assise di alcune merci: l'anima e l'essenza (del commercio) sta nella liberta e nella facile circolazione, soli mezzi da promuovere l'industria e da rendere comuni i suoi benefici effetti . 2)
Balsamo ammoniva nel 1843: bisogna ripetutamente interrogare il nostro secolo, istituire esperimenti, rinnovarli, raddoppiare i sforzi, raccogliere fatti positivi.... 3) Salvatore Nani, presidente per Tanno 1846, mostra la necessità di non lasciar perdere ciò che i lumi del secolo reclamano.4) Nel 1854, quando molti entusiasmi sono sbolliti dopo le dolorose prove, Lala a colora ebe affermano essersi in molti campi dello sci­bile e specie in economia politica perduto in solidità quanto in estensione si è avvan­taggiato osserva che nondimeno ciò è sempre un reale immegliamento . Afferma quindi che basi fondamentali, sacre e necessarie di ogni sociale benessere sono: sicu­rezza assoluta ed inviolabilità delle proprietà, piena libertà di usarne come meglio convenga a proprio vantaggio . 5) Balsamo, nel 1855, dice che il lavoro agricolo è tra tutti il lavoro moralizzatore e la morale costituisce nell'uomo tutte le virtù sociali e forma il bonum virum. <0
Se Balsamo, Lala, Nani e Greco espongono le loro considerazioni morali ed econo­miche i Martirano, i Semola, i Persone, i Cosma, gli Stella, i Palmieri ed i Manni si trattengono su questioni organizzative e tecniche ma sono sostanzialmente sulla stessa linea di pensiero dei loro colleghi dalla più facile parola.
Si guardino ora in breve questi uomini, componenti il nucleo direttivo della Real Società economica nell'agitato trentennio 1831-1860, dal punto di vista dell'attività politica, mentre intorno si agita il dramma che avrà per ultima scena la caduta del regno.
Alcuni, nomini di scarsa sensibilità politica e qualcuno anche di non elevata cultura, seguono la corrente. Greco, Stella e Nahi appaiono dei borbonici convinti, sostenitori del paternalismo amministrativo di Ferdinando: la farmacia di Greco anzi, assunto all'incarico di farmacista verificatore del distrettocapoluogo, è il centro di riunione di questi illuminati conservatori. Restano Balsamo, Labi, Semola.
Luigi Semola, massone e filadelfo, nel 1820 è carbonaro ed esplica notevole atti­vità. Nel 1848 è candidato all'elezione dei deputati, ma non eletto scompare dalla scena e sembra non abbia avuto ad occuparsi ulteriormente di pubbli eli e faccende e neppure della stessa Società. Francesco Saverio Lala nella carboneria era stato Gran Maestro della 6* vendita di Lecce, ma non si hanno testimonianze di una sua successiva par­ticolare attività; negli eventi del 1848 appare schierato tra i reazionari, seguendo una logica non nuova negli uomini saientini del 1820.
Vincenzo Balsamo, avvocato di valore, settario fin dal 1814, fu massone e fila­delfo poi carbonaro e nel 1820 anima dei movimenti avvenuti nel Salente Direttore
') Giornale d'Economia Hit min, Voi. I, pag. 104.
2) Giornale d'Economia Rurale, Voi. Ili, pag. 36.
3) Giornale d'Economia Murale, Voi. IV, pag. 37. *) Giornale d'Economia Rurale, Voi. VII. pag. 6. 5) Giornale d'Economìa Rurale, Voi. IXÌ pag. fy *) Giornale d'Economia Rurale, Voi. X, pag. 1.