Rassegna storica del Risorgimento
LISSA (BATTAGLIA)
anno
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1951
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pagina
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601
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Prima di Lissa e dopo 601
sulla base dello deposizioni di alcuni prigionieri di guerra italiani) la circostanza che la partenza della sua squadra da Fasana, avvenuta il 19 luglio a mezzodì, sarebbe stata segnalata al nemico da una località delle coste dell'Istria mediante un telegramma spedito a Brindisi e di là poi trasmesso al comando della flotta italiana con un vapore-staffetta. La denuncia era grave; e il Ministero di Polizia austriaco, avutane notizia, s'affrettò ad informare, il 3 agosto, della faccenda il luogotenente di Trieste barone Kellersperg, incaricandolo di avviare subito in Istria una rigorosa indagine, affidata a un abile e sicuro funzionario, per scoprire i colpevoli del tradimento, i quali avrebbero presumibilmente dovuto telegrafare da Fola, o da Dignano, o da Rovigno, e dandogli in pari tempo altre particolareggiate e precise istruzioni sul modo di procedere nelle ricerche presso gli uffici telegrafici delle predette città istriane. 11 27 agosto il presidente del Consiglio e ministro di Polizia, conte Belcrcdi, in persona tornò, a scrivere al barone Kellersperg, per fargli presente un'altra circostanza militante in favore della tesi affacciala dal Tegetthof, e cioè essere inesatta l'asserzione (contenuta sia in una lettera del deputato Boggio al ministro Depretis, ripescata in mare dopo l'affondamento del lite d'Italia, sia nel rapporto italiano sulla battaglia datato del 5 agosto) che l'ammiraglio Tegetthof avesse preannunziato il suo arrivo nelle acque di Lissa con un telegramma spedito al comando di quella piazza in data 18 luglio, essendo a lui tempestivamente constato che il cavo telegrafico che univa l'isola di Lissa all'isola di Lesina e questa al continente era stato interrotto dal nemico, e non avendo egli preso che il giorno 19 la decisione, comunicata telegraficamente al solo comando militare di Zara, di fare rotta con, l'armata alla volta di Lissa. Ciò costituiva, a parere del conte Bei-credi, altra prova della fondatezza del sospetto formulato dal Tegetthof e basato sulle deposizioni dei marinai superstiti dall'affondamento del Re d'Italia, che la partenza dell'armata austriaca dalla rada di Fasana era stata segnalata per telegrafo al nemico da Rovigno o da Pola e successivamente portata a conoscenza dell'ammiraglio Persano mediante una nave-staffetta.
Se non che tutte le indagini accuratamente condotte in Istria, per ordine del barone Kellersperg, dal consigliere della Direzione di Polizia di Trieste Antonio Achtschin non portarono ad alcun risultato concreto; e il 14 settembre del 1866 il Luogotenente di Trieste dovette, con una breve lettera, informare il Ministro di Polizia che nulla era stato scoperto che potesse convalidare la supposizione che la partenza della squadra austriaca albi volta di Lissa fosse stata telegraficamente segnalata al nemico dalle coste istriane.
Che si deve pensare di tatto ciò? e a quale conclusione si può logicamente giungere?
L'ammiraglio Persano non fu messo sull'attenti da nessun preavviso segreto segnalante la partenza da Fasana per Lissa delle navi del Tegetthof: questa circostanza chiaramente risulta da tutte le narrazioni che la storiografia italiana possiede della battaglia di Lissa e in ispecie dalla ben nota e documcntatissima monografia storico-critica del colonnello Domenico Gucrrini. II che peraltro non toglie che i naufraghi del Re d'Italia e l'ammiraglio Tegetthof dicessero il vero, quando affermavano ebe il Persano era slato preavvisato dell'imminente sopraggiungere della squadra austriaca nelle acque di Lissa da una nave-staffetta. Ma questa nave, che fu, com'è noto, 1*Esploratore, mondato in servizio di avanscoperta dal Persano stesso la mattina del 20 luglio, non riportò dalla sua perlustrazione nessun messaggio clandestino di provenienza istriana, bensì riferì ciò che essa medesima aveva