Rassegna storica del Risorgimento

ENGELS FRIEDRICH ; MARX KARL
anno <1951>   pagina <607>
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Il Risorgimento italiano neW opera di Marx e di Engels 607
il giogo austriaco. Giacché quando i borghesi l'avran fatta finita col nemico esterno, in casa propria essi separeranno i caproni dalle pecore. Allora i prin­cipi ed i conti di nuovo invocheranno l'Austria per l'aiuto, ma sarà troppo tardi; e allora gli operai di Milano, di Firenze e di Napoli scopriranno che è proprio ora che comincia il loro lavoro*.1)
La caratterizzazione che Engels faceva della situazione italiana alla vigilia della rivoluzione era insieme geniale e sommaria, in quanto che, se rilevava alcune caratteristiche veramente essenziali del movimento politico italiano, procedeva troppo rapidamente nella constatazione di una classe operaia potenzialmente rivo­luzionaria. In un periodo successivo, col chiarirsi della prospettiva storica e politica, lo stesso Engels non mancherà di rivedere questa sua prima impostazione e di analizzare più profondamente la divisione in classi della società italiana, ma quando nel gennaio scoppiò l'insurrezione palermitana e poi nei mesi successivi il movimento si allargò a tutta l'Italia facendo prevedere nuovi sviluppi, quello che a Marx e ad Engels stette a cuore di affermare non furono tanto le ragioni esclusive del proletariato italiano quanto l'alleanza di tutte le forze rivoluzio­narie, democratiche e borghesi, alle quali si proponeva il compito di lottare insieme agli altri popoli oppressi, contro l'impero asburgico: La Riforma e tutti gli uomini del movimento italiano possono ben crederlo scriveva Engels, nel febbraio. :dél 1848 polemizzando con le affermazioni di un giornale lucchese *) l'opinione pubblica in Germania è decisamente dalla parte degli italiani. Il popolo tedesco ha un interesse altrettanto grande quanto quello del popolo italiano alla caduta dell'impero austriaco. Esso saluta con piena approvazione ogni progresso degli italiani: ed al momento opportuno esso non sarà assente noi lo spe­riamo dal campo dì battaglia, per farla finita una volta per tutte con la magni­ficenza dell'impero austriaco . E in termini non dissimili si esprimeva qualche mese dopo Marx nel sollecitare lo scambio della Neue Rheinische Zeitung con VAlba di Firenze in una lettera al direttore del giornale fiorentino, che era poi Giuseppe La Farina: Questo giornale seguirà, nel nostro settentrione, i medesimi principi democratici che VAlba rappresenta in Italia. Non può dunque essere dubbiosa la posizione che prenderemo relativamente alla questione pendente fra PItalia e l'Austria. Difenderemo la causa dell'indipendenza italiana, combatteremo a morte il dispotismo austriaco .in Italia, come in Germania ed in Polonia. Ten­diamo fraternamente la mano al popolo italiano e vogliamo provargli che la nazione alemanna ripudia ogni parte dell'oppressione praticata anche da voi per gli stessi nomini che da noi hanno sempre combattuto la libertà. Vogliamo fare tutto il possibile per preparare l'unione e la buona intelligenza di due grandi e libere nazioni che un nefasto sistema di governo ha fatto credersi nemiche I*una all'altra. Domanderemo dunque che la brutale soldatesca austriaca sia senza ritardo ritirata dall'Italia, e che il popolo italiano sia messo nella posizione di poter pronunziare la sua volontà sovrana rispettando la forma di governo che
l) Gfr. M.E.G.A-, I, 6, p. 392.
21 Cfe MiE,G.A*. 6, pp. 415416.