Rassegna storica del Risorgimento

ENGELS FRIEDRICH ; MARX KARL
anno <1951>   pagina <609>
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Il Risorgimento italiano neWopera di Marx e di Engels 609
federazione! Essa permette agli austriaci di inondare ad ogni momento dal terri­torio tedesco la Lombardia di Croati e Pamiuri, ma vuole vietare agli Italiani di inseguire gli austriaci battuti nei loro nascondigli. Permetto agli austriaci di bloccare da Trieste Venezia e le bocche del Piave* del Brenta, del Tagliamento; ma ogni ostilità contro Trieste è ricusata agli italiani . -)
Appoggiare ogni rivoluzione democratica in cui la borghesia e il proletariato si battessero fianco a fianco contro i ceti reazionari che detenevano il potere per la conservazione dei privilegi feudali era uno dei capisaldi del Manifesto ed informò nel corso del 1848 si può dire ogni articolo e ogni rigo della Neue Kheinische Zeitung. Ma quando alla metà dell'* anno grande la borghesia cercò di frenare il corso del movimento rivoluzionario e di arrestare lo slancio della classe operaia, che pur le aveva assicurato il raggiungimento di alcuni obbiettivi fìssati nel suo programma, con un processo che culminò nella repressione della insurrezione operaia di Parigi del giugno, allora anche Patteggiamento della Neue llheinische Zeitung mutò per palesarsi più attento degli spiccati caratteri di classe intorno ai quali si veniva costituendo la lotta politica europea. Riguardo all'Italia questo, che, a rigore, può definirsi più come un approfondimento che un mutamento di indirizzo, si verifica intorno a quanto concerne la reazione napoletana e gli avvenimenti che culminarono nel 15 maggio. Abbiamo visto come nel gennaio del 18-18, Engels, facendo un bilancio consuntivo degli avvenimenti del 1847, aveva parlato di una parte importante che in un periodo successivo del movimento repubblicano sarebbe spettata agli operai di Milano, di Firenze; di Napoli . Ma se poco poteva parlarsi ancora di operai di Milano meno ancora si poteva per Firenze ed ancor meno per Napoli; in realtà di una classe operaia non si può parlare nel 1848 in Italia neppure per le regioni settentrionali. E Engels fu il primo ad accorgersi che le sue previsioni erano eccessivamente otti* mistiche e che il popolo delle città non era né la classe operaia né era Costituito da operai, ma formava invece un eterogeneo organismo sociale in cui ceti, ordini e mestieri di vecchia e nuova provenienza, frammenti di un antico ordinamento sociale e tessuti di uno nuovo e in formazione costituivano un organismo di composizione eterogenea. Il 15 maggio napoletano lo dimostrò nel modo più evidente quando i 20.000 lazzaroni di Napoli si fecero convincerò dal contegno miserabile dell'ammiraglio francese Baudin a schierarsi accanto alle forze regie . e Con questo passo del Lumpenproletariat napoletano la disfatta della rivoluzione era decisiva > così scriveva Engels nel primo numero del la Neue Rheinische ZeU tung. -*) Cominciava a giuocare tteBa lotta delle classi un elemento che denun­ciava il carattere particolarmente arretrato della società italiana e del quale Engels non aveva tenuto conto nella sua prima impostazione, e cioè il popolo delle città misero ed irrequieto non organizzato e privo di una coscienza politica, pronto quindi a farsi facilmente manovrare dalle forze reazionarie. L'acquisto e la comprensione di questo lato della situazione italiana resterà stabile, come vedremo nell'opinione di Marx e di Engels e costituirà la base per ulteriori appro­fondimenti; ma anche per il momento esso é per loro un fatto importante e centrale dello svolgimento della rivoluzione europea: La rivoluzione europea
V Cfe ME.6.A, L. 7, p. 85. 2) Cfr. M.E.GA, L p. 14.