Rassegna storica del Risorgimento
ENGELS FRIEDRICH ; MARX KARL
anno
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1951
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pagina
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613
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17 Risorgimento italiano nell'opera di Marx e di Engels 613
società italiana. Abbiamo visto comò dopo una geniale e sbrigativa applicazione all'Italia dei principi del Manifesto Engels fosse arrivato a constatare la funzione del Lumpenproletariat adoperato e diretto dalla monarchia reazionaria dei Borboni di Napoli. Ma, osservando la composizione e U programma sociale del partito mazziniano, Marx ed Engels si spingevano ora ancora pia innanzi esaminando nn aspetto da essi trascurato nel corso della rivoluzione del 1848: il problema agrario e la situazione dei contadini italiani. E questo problema si poneva ora per due ragioni concomitanti: l'approfondimento del rapporto fra l'economia e la vita politica e la necessità di conoscere il più complesso gioco delle forze sociali. Ritengo completamente falsa la politica di Mazzini scriveva Marx all'amico Weydemeyer 1*11 settembre del 1851 . Egli lavora completamente nell'interesse dell'Austria stimolando l'Italia all'insurrezione di oggi. D'altra parte egli trascura di rivolgersi a quella parte d'Italia che da secoli è oppressa, ai contadini e con questo prepara nuove risorse alla controrivoluzione. H signor Mazzini conosce solo le città con la loro nobiltà liberale ed i loro cittadini illuminati. Le necessità materiali del contadiname italiano dissanguato e sistematicamente snervato ed istupidito quanto quello irlandese riposano naturai mente sotto il cielo di frasi dei suoi manifesti ideologici cosmopoli tico-neocattolicL Ma certamente ci vorrebbe del coraggio per dichiarare ai borghesi e alla nobiltà che il primo passo per rendere indipendente l'Italia è la completa emancipazione dei contadini e la trasformazione del loro sistema di mezzadria hi una libera proprietà borghese. Sembra che Mazzini consideri più rivoluzionario un prestito di dieci milioni di franchi che un acquisto di dieci milioni di uomini. Io temo molto che il governo austriaco, in caso di estrema necessità, modificherà perfino lo stato delle proprietà in Italia e lo riformerà nel senso già seguito in Galizia.1) E due giorni dopo, riprendendo lo stesso argomento in una lettera ad Engels, scriveva: Anche il comitato italiano si è scisso. Una importante minoranza è uscita. Mazzini racconta con dolore questo avvenimento nella Voix du peuple. I motivi fonda-mentali dovrebbero essere: d'abord Dieu, Essi non vogliono Dio. Inoltre, e questo conta di più, essi rimproverano al Maestro Mazzini di lavorare nell'interesse dell'Austria col predicare la rivoluzione cioè con il precipitarla. Infine: essi si fondano su un appello diretto agli interessi materiali dei contadini italiani, il che non può avvenire senza d'altra parte intaccare gli interessi materiali della borghesia e della nobiltà liberale, che costituiscono il nerbo della truppa mazziniana. Quest'ultima cosa è assolutamente importante. Se Mazzini o chi per Itti si pone a capo dell'agitazione italiana, questa volta non trasforma apertamente ed immediatamente da mezzadri liberi in proprietari fondiari la condizione dei contadini italiani è orribile, ora ho sgobbato a fondo su questa merda allora il governo austriaco in caso di rivoluzione farà ricoreo ai metodi galiziani. Ha già minacciato nel Lloyd una Completa trasformazione della proprietà e lo ster-' minio dell'irrequieta nobiltà . Mazzini è un bestione se non gli si aprono gli occhi. Certamente c'entrano gli interessi di agitazione. Dove prendere i 10 milioni éi franchi se toglie dalla testa la nobiltà? Come conservare ai suoi servizi la nobiltà se egli deve annunziare che si tratta anzitutto dello sua espropriazione? Oneste sono difficoltà per tuli demagoghi della vecchia scuola. 2)
i) MARX-ENGELS, AusgewHhUe Briefe, Zttrich 1934, p. 38, 2) MJS.G-.A., IH, 1, pp. 447-448.