Rassegna storica del Risorgimento

ENGELS FRIEDRICH ; MARX KARL
anno <1951>   pagina <615>
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12 Risorgimento italiano nell'opera di Marx e di Engels 615
Germania.; in caso, invece, di un suo successo non avrebbe migliorato la situa­zione italiana e tedesca, ma, corno realmente accadde, avrebbe dato vita ad ima sola* tiene di compromesso che avrebbe precluso alla rivoluzione ogni ulteriore svi* lnppo. Di qui la necessità di elaborare una politica veramente patriottica lon­tana dall'intervento in senso fUoaustriaco e dall'appoggio integrale all'iniziativa napoleonica. Questo, oltre che formare il nucleo centrale del Po und lihein (dove questi argomenti sono trattati soprattutto dal punto di vista militare), costituisce anche la linea che durante il corso della guerra e nei mesi successivi regolò gli articoli pubblicati sull'argomento da Marx e da Engels sulla New York Tribune. Ancor prima dell'inizio delle ostilità Engels aveva preconizzato quale sarebbe stata la manovra dell'esercito austriaco di Giulay e neppure la conclusione della guerra militarmente improvvisa e politicamente immatura, li sorprese. Essi cercarono di sostenere le ragioni del partito democratico italiano e per quanto siano note le riserve che essi facevano su Garibaldi, sia come generale che come uomo poli ti co, essi sostennero la sua spedizione del 1860 e ne rilevarono la funzione progres­siva che faceva sì che Garibaldi fosse una vera salvazione. Altrimenti Bonaparte sarebbe divenuto di nuovo popolare e sarebbe stato sorretto da una sacra alleanza Russia-Austria-Prussia . *)
Nel periodo successivo delle loro attività Marx ed Engels tornarono ancora ad occuparsi degli avvenimenti italiani, ma soprattutto in sede di dibattito del Consiglio Generale dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori ed il loro gin* dizio sulle cose italiane si avvicinava ormai all'azione organizzativa della elasse operaia. Finito il periodo di critica alle illusioni quarantottesche cominciava una nuova fase di organizzazione e di lotta. In questa Marx ed Engels cercavano di affermare il principio dell'internazionalismo proletario contro i tentativi di divi* sione sciovinistica.
Concludiamo. Un giudizio complessivo nei risultati ed i limiti dell'innova­zione operatasi col Risorgimento e l'unificazione nazionale italiana si trova in una lettera di Engels a Filippo Tarati pubblicata nella Critica sociale del 1894: La borghesia, che giunse al potere durante e dopo il movimento di indipendenza nazionale, non potè ne volle rendere completa la sua vittoria. Essa non ha distrutto né gli avanzi della feudalità né ha riorganizzato la produzione nazionale secondo il moderno modello capitalistico. Incapace di far assicurare al paese i relativi e temporanei vantaggi del sistema capitalistico, essa impose invece tutti i carichi, tutti gli svantaggi del sistema. Non contenta di ciò essa perdette in ignominiosi scandali bancari che quel che le restava di credito e di fiducia.
Il popolo lavoratore contadini, artigiani, operai della terra e delle indu­strie si trovava in conseguenza di ciò in una pressante situazione; da un lato in conseguenza di antichi abusi, che hanno ereditato non solo dall'epoca feudale, ma perfino da un'epoca pia antica (si pensi alla mezzadria, ai latifondi del Sud, dove il bestiame soppianta l'uomo) dall'altro lato in conseguenza del più vorace sistema fiscale, che una politica borghese abbia mai trovato. Anche qui si pnò dire con Marx: Noi, come tutto il resto dell'Occidente continentale, non solo slamo afflitti dallo sviluppo della produzione capitalistica, ma anche dalla deficienza di sviluppo. Accanto alle tristi necessità moderne tutta una serie di calamità ereditate
-) Cfr. MJLG.A., Ili, 2, p. 506.