Rassegna storica del Risorgimento

1847-1870 ; TUNISI
anno <1951>   pagina <617>
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RIFLESSI DEL RISORGIMENTO ITALIANO A TUNISI
(1847-1870)
Per iniziativa del console De Lagau, il ministro G-uizot era riuscito ad ottenere dalla Corte pontificia elle la secolare Prefettura della Missione cappuccina di Tunisi fosse elevata con Breve del 21 marzo 1843 al rango di Vicariato apostolico. L'origine politica del provvedimento era palese, in quanto il nuovo gerarca eccle­siastico poteva frenare gli eccessi fanatici dei religiosi maltesi che sostenevano, nella Reggenza, il consolato inglese nella sua lotta di preponderanza contro la Francia.
Ed è cosi che, il 29 ottobre del 1844, sbarcava a La Goletta il celebre porto di Tunisi corsara monsignor Fedele Sutter da Ferrara, già Padre provinciale dei cappuccini di Bologna, ed ora Vescovo di Santa Rosalia. Lo accompagnava un gio­vane segretario, padre Anselme des Arca, della provincia di Torino, futuro Cancelliere del Vicariato, e futuro storico della Missione di Tunisi. *)
A lui si deve la riorganizzazione deu'axchivio parrocchiale di Sartia Croce, chiesa Madre dei cappuccini italiani, tutt'ora aperta al culto in rue de l'Eglise, *) ed a lui la gelosa custodia dei superstiti registri.
Specialmente durante il XVIII secolo l'Archivio aveva sofferto incendi. Baccheggi e furti dolorosi, ed anche per il primo ventennio dell'Ottocento le lacune sono assai gravi. 3) Fra le rare carte sciolte restano ancora *) alcuni cahiers intestati Memorie della Missione di Tunisi, senza dubbio, frammenti di nn diario forse ricopiato su un registro tennto da Padre Anselme des Arcs.
È da questi sdruciti e peregrini fogli che ho ritratto gli appunti dal 2 ottobre 1847 al settembre 1870, di cui parecchi sono stati aggiunti dal memorialista in tempi posteriori, come quelli del 3 dicembre 1848 e del 14 aprile 1849. Mancano dalle Memo-rio notevoli avvenimenti locali, collegati alla politica internazionale dell'epoca, e financo il viaggio a Tunisi del principe Napoleone e della principessa Clotilde, dei principi di Galles e di Prussia, e del duca Leopoldo del Belgio, è taciuto; ma, in com­penso, vi sono messi, in plastico rilievo ottocentesco, episodi e figure della collettività italiana. E di scorcio vi appaiono delineati moti e tendenze dello spirito liberale con-
i) Si veda il rarissimo volume Mémoires pour servir à Vhistoire de la Mission des Capucins dans la Régence de Tunis (1624-1865), par le R. P. ANSELME DES ABGS... Revus et publiés per le R. P. APOUJWAIBE DE VALENCE, Rome, 1889, in~12, pp. 188.
4) La chiesa di Santa Croce era stata ingrandita dalla generosità tollerante di Ahmed Bey, il quale, con decreto del 19 aprile 1847, aveva concesso alcuni immobili . acquistati con denari della sua cassetta privata volendo con questo mezzo accorrere ai bisogni degli abitanti Cristiani dei nostri Stati, e dare una nuova testimonianza del desiderio nostro d'assicurare il ben essere loro .
3) Notizie sull'Archivio dei Cappuccini italiani di Tunisi si possono leggere in ACHILLE RICCIO, Cronaca tabarchina dal 1756 ai primordi dell'Ottocento ricavata dai registri parrocchiali di Santa Croce in Tunisi, in Revue Tunisienne, Nouvclle Serie, N* 31-32, 3* et 4" trimestre 1937, passim, ed in A. RIGGIO, Comunità calabresi nel-VArchivio dei cappuccini italiani in Tunisia (1777-1807), in Archivio storico per la Calabria e la Lucania, Roma fase. III-IV, 1939, pp. 363 e segg.
*) Mi riferisco agli anni 1935-1938.