Rassegna storica del Risorgimento

1847-1870 ; TUNISI
anno <1951>   pagina <618>
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618 Achille Rìggio
temporaneo, che maggiormente spiccano nel torpore islamico dell'avventurosa terra tunisina.
Nel bcìlicato avevano trovato rifugio tranquillo centinaia di esuli polìtici, af­fluiti particolarmente dalle Provincie napoletane. D L'ospitalità della Reggenza era tradizionale, e si riannodava ai secoli della corsa barbaresca, quando schiavi e rinne­gati di ogni angolo mediterraneo specie italiano avevano sostituito, negli scambi commerciali, le nostre repubbliche marinare dell'evo medio. Gli eventi fortunosi del Risorgimento non potevano rimanere estranei alla vita degli Italiani della vicina sponda africana, e, perfino gli Ebrei di origine toscana si posero all'avanguardia del movimento unitario nazionale, anche se, per loro, la ricostituzione d'Italia doveva avere un significato specifico, connesso strettamente a bisogni economici e razziali del momento. 2)
Anche hi Reggenza, conÀhmedBey (1837-1855), cercava un suo rinnovamento strutturale al rimorchio delle potenze cristiane. E vennero, dapprima, le riforme militari suggerite e realizzate da istruttori francesi, italiani, olandesi, ecc.: si aboliva la schiavitù- dei negri; si codificava la tolleranza religiosa;3) si allentava ancor più, la simbolica soggezione al Sultano turco.
La guerra diplomatica dei consoli europei per la preponderanza assoluta sulla Corte barbaresca non impediva una certa convivenza facile e pittoresca fra le varie comunità cattoliche, ortodosse od anglicane.
Nelle schermaglie quotidiane fatte di concessioni, di rifiuti, di pettegolezzi, spesso di rancori mal celati, s'inserivano interessi appetitosi della classe dirigente indigena o della dinastia regnante. Baluardo dei consoli francesi erano i missionari cappuccini, che si opponevano ai correligionari di Malta, pupilli del consolato inglese. Ad un certo punto, i focosi isolani concepirono l'idea di fabbricare una seconda chiesa, che fosse ufficiata dai Padri maltesi, e frequentata, e mantenuta dai soli Maltesi... fecero i loro Deputati... indi fecero conoscere e raccomandare a tutta la popolazione maltese abitante nei fonducchi,4) e nelle case, che in seguito non facesse più elemosina alla Chiesa Romana ed ai Religiosi Italiani... . 5)
L'atteggiamento francofilo della Missione spiaceva a molti, tanto da sollevare le critiche del console sardo Geymet, 6) ma, quasi a correttivo della sua po­litica temporale, monsignor Suttcr intratteneva cordialissimi rapporti con la Corte tunisina, apparentemente neutrale nei maneggi delle varie sedi consolari. Significativa, in occasione del viaggio in Francia di Ahmed Bey, la cerimonia sacra ricordata dal cancelliere de Arcs. In data 8 ottobre 1846, egli annotava: <t... il Commendatore Giu-
3fHSi cfr. a proposito ERSILIO MICHEL, Èsuli italiani in Tunisia (1815-1861), Milano, 1941.
2) Cfr. ACHILLE RICCIO* Note per un contributo alla storia degli Italiani in Tuni­sia, I- Saggio bibliografico. II. Documenti relativi alla comunità giudaica livornese* Tunisi, 1936, passim.
3) Toutes Ics lois d'exceptlon con tre les Israeli tes avajent fité rapportees . Cfr. Htsloire de la Tunisi* deptiis les originesjusau'à nos jours, par GASTON LOTH, Paris, 1898, pp. 260.
*) Depositi di merci e di veicoli della vecchia Tunisi.
s) Memorie, nota del 5 novembre 1846. L'intervento della Congregazione di Propaganda Fide pose fine all'intenzione scismatica. 6) Cfr. E. MICHEL, op cit., pp. 169-170.