Rassegna storica del Risorgimento

1847-1870 ; TUNISI
anno <1951>   pagina <622>
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622 Achille Biggio
litro al Sìg Antonio Bogo *) le quali decorazioni furono presentate da un'inviato unita* mente al Consolato con grande formalità.
Li 16 7brc 1851. Appoggiò in questa rada una flottiglia sarda composta da pochi navi da guerra. L1 ammiraglio fece la visita, a S. A. il Bey, e riparli li 24 di detto mese, non se ne seppe il motivo ma parve che fosse per semplice complimento.
LI 21 marzo (1857) parli un vapore spedilo da S. A. il Bey3) con un suo generale per complimentare il Re di Napoli, di sua salute dopo un colpo tirato da un soldato per ucciderlo.3) ritornò dopo una 20 di giorni.
4 Luglio 1857. Un vapore giunto oggi da Livorno reccò notizia che in detta città erano accadute sommosse revoluzionarie e che la forza del Governo /'aveva soppresse. Alcuni capì furono fucilati. J medesimi principi revoluzionari scopiarono pure altrove, in Genova gridavano di voler la Republica, ma posta immediatamente in istato d'assedio, un vapore della Compagnia Bubatino di Genova, il Cagliari, imbarcò una ventina di liberali, giunti in alto mare s'impadronirono del bastimento diretto verso Tunisi invece andarono nell'Isola di Ponza Napoli per prendere seco loro trecento deputati politici per sbarcarli sul lido di Taranto; detto vapore fu preso dal Governo Napoletano condotto in Napoli, Vequipaggio ed i passeggeri posti in prigione, tra i quali v'era il Doti. Francesco Mascherò con sua moglie, i quali dopo cinquuanta giorni di stretta prigionia furono lasciati liberi in seguito a suppliche fatte al Governo da molte persone ed specialmente da Monsignor Vicario Apostolico di Tunisi, diretto al Nunzio Apostolico in Napoli. Il vapore fu confiscato dal Governo Napoletano. I tre cento prigionieri furono quasi tutti arrestati dalla forza.*)
12 Gennaio 1858. Oggi il nuovo Console di Napoli Arnoldo De Martino, nipote di D. Saverio De Martino Console da molti anni, prese le redini del Consolato, il vecchio zio essendo conosciuto dal Governo come impotente lo rimpiazzò chiamandolo in Napoli sotto pretesto di guarire dalla sua malattia però non partì' che nella prima vera, restando nel Consolato senza incombenza ufficiale, mentre il nipote abitava una piccola casa nella strada Sidi Burgiani.5)
1) Antica famiglia genovese dell'isola di Tabarca, la celebre fattoria corallifera dei Lomellmi in Tunisia. Nel 1716, un Giovanni Bogo è console di Genova. Cfr. Cor~ respondance des Beys de Tunis et des consuls de Franco avec la cour (15771830), par EUGENE PLANTET, Paris, 1894, voi. Ili, pp. 99. Un Tabernacolo o Sagrario era dato, nel 1722, alla Cappella dell'Ospedale trinitario spagnuolo dal Senor Angelo Bago Consul eu Tanez por la Serenissima Republica de Genova . Cfr. Fr. FBANGISCO XUHE-NEZ. Colonia trinitaria de Tunez. Publicalo IGNACIO BÀUER. Tetuan, MCMXXXIV, pp.189. Altri Bogo furono cancellieri del consolato austrìaco.
2) M.oha in ed Bey, successore di Abxned Bey.
3) Allude all'attentato di Agesilao Milano, albanese della provincia: di Cosenza. *) Una curiosa versione dell'impresa di Carlo Pisaeanc.
s) Si.rad<.:ila ancora esistente, che s'imbocca dalla rue de l'Eglise, a pochi passi dalla chiesa di Santa Croce.