Rassegna storica del Risorgimento

ISRAELITI ; TRIESTE
anno <1951>   pagina <631>
immagine non disponibile

GLI EBREI DI TRIESTE NEL RISORGIMENTO ITALIANO
MAESTRI DI PATRIOTTISMO
Nel 1915, alla vigilia della guerra di redenzione, scrivendo una mia monografia su cento anni di cospirazione nella Venezia Giulia: e, dieci anni dopo, interrogando coetanei, condiscepoli e conoscenti di Guglielmo Oberdan, con lo scopo principalmente di conoscere e porre in luce le fonti della sua educazione spirituale, mi si rese evidente la fortissima partecipazione dell'elemento israelita di Trieste alle cospirazioni e all'azio­ne per l'unità italiana. *)
Tra i vecchi patrioti da me interpellati c'era pure l'ottuagenario Antonio Bari­son, già presidente del consorzio dei macellai e per molti anni consigliere comunale, aggregato al gruppo democratico che faceva capo a Edgardo Rascovich, Ernesto Spadoni e Carlo Bandii,
Al vecchio patriota popolano, ch'era privo di studi, non avendo assolto che la sola scuola elementare, chiesi per quale via l'animo suo si fosse acceso alla fede della unità italiana.'
Ed egli cosi mi rispose:
Da ragazzo ero stato collocato quale garzone in una macelleria di via delle Bec­cherie, e frequentavo con altri giovanetti miei coetanei il caffè alla torre in via di Riborgo. 2)
Nel caffè alla torre* frequentato da operai dell'arsenale e da macellai prosegui il vecchio patriota convenivano anche numerosi merdaioli ebrei del ghetto, originari dalle Marche e dalla Romagna.
Essi raccontavano con calore gli atti di audacia e di valore comprati dai cospi­ratori e dai volontari della rivoluzione italiana nel periodo tra il 1848 e il 1860, e i sup­plizi virilmente sofferti dai martiri della causa nazionale, suscitando commozione e ammirazione nei giovani che li ascoltavano.
Cosiconcluse il Barison divenni patriota unitario, come tutti i miei amici, che si radunavano in quel caffè.
La risposta dell'ottantenne popolano rivelava come l'influenza morale esercitata a Trieste dagli ebrei nella diffusione della fede unitaria italiana e nell'educazione della coscienza nazionale delle nuove generazioni, penetrasse anche selle classi più umili della popolazione.
Il caffè alla torreaggiunse ancora a commento il Barison era preso di mira dalla polizia e non di rado perquisito.
*) ANGELO SCOCCHI* Cento anni di cospirazione nella Venezia Giulia, nella rivista illustrata II Secalo XX, Milano, 1915, fascicolo di luglio; Guglielmo Oberdan tra maestri, amici e compagni a Trieste e a Vienna La sua educazione spirituale, Trieste, 1926.
2) Il caffè alla torre esisteva al piano terreno di una casa costruita su parte del­l'area del teatro romano, allora coperto quasi interamente da stabili. Una lapide all'angolo dell'edificio recava H rilievo ài una torre e un'iscrizione in ricordo della porta medioevàle di Riborgo, demolita dagli austriaci intorno ni 1750, ad onta delle proteste detta cittadinanza.