Rassegna storica del Risorgimento

ISRAELITI ; TRIESTE
anno <1951>   pagina <633>
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Gli ebrei di Trieste nel Risorgimento italiano 633
Poiché l'articolo risultava troppo lungo per poter essere pubblicato tutto intero in una sola puntata del giornale, ceso fu diviso in due parti eguali. La pròna metà comparve sul Piccolo del 17 luglio 1930, col titolo: Trieste nel risorgimento. Il contributi* dell'elemento d'origine israelita aWustorie per Vtmità italiana.
Esso era preceduto dall'iniziale S tra parentesi.
La seconda parte doveva essere pubblicata il dì seguente o qualche giorno dopo; ma di essa rimase soltanto la bozza di stampa; e il suo contenuto viene alla luce, in sunto, per la prima volta appena adesso, dopo veni'anni, nell'occasione offerta dal ventinovesimo congresso nazionale di storia del risorgimento italiano a Trieste.
La mancata pubblicazione della seconda parte dell'articolo nel 1930 si deve allo intervento del senatore Teodoro Mayer,
li SENATORE MAYER
Teodoro Mayer figlio di padre ebreo immigrato da paese straniero e di madre italiana dalle Marche, di quelle famiglie "Israelite, che sentivano radicato e profondo l'affetto all'Italiaguidato dall'educazione materna, appena uscito dall'adolescenza aveva associato il suo sagace intuito d'intraprendenza industriale con la passione gior­nalistica e con una salda coscienza italiana, che, usando un linguaggio misurato, pru­dente, legalitario, riuscì a esercitare sulla folla non soltanto di Trieste, bensì di tutte le Provincie giuliane e delle città dalmate, l'azione più efficace e più benefica per la causa della nazione.
Come tanti altri patrioti d'origine israelita, Teodoro Mayer si era immedesimato talmente nella coscienza della nazionalità italiana, da non sentire più. il vincolo con l'organismo religioso e razziale, cui erano appartenuti gli avi suoi, e quindi s'uniformò alle consuetudini comuni, aderendo pure alla religione della generalità degl'italiani.
Egli avrebbe desiderato che tutti i patrioti d'origine israelita facessero altrettanto e amava che non si ricordasse più la loro origine diversa. *)
Per queste ragioni egli diede disposizioni al direttore del giornale, che il secondo articolo, già composto, non si stampasse.
1 La tési espressa nel 1930 dal senatore Mayer, che gli ebrei si battezzino e non se ne parli più, fu sostenuta sette anni dopo dallo scrittore politico fascista Paolo Orano nel libro Gli Ebrei in Italia, pubblicato nel 1937. L'Orano, da socialista, aveva manifestato sentimenti fervidamente filo-semiti in una lettera a Raffaele Ottolenghi, inserita in Vessillo israelitico del marzo 1905, dicendo: <c Io sento e capisco la iorza vitale dell'israclitismo nel mondo in cui vivo. Ella ha già saputo suscitare in me un ardente desiderio di contribuire alla piena, definitiva emancipazione della meravigliosa stirpe nella lotta contemporanea... Ih vari miei lavori io ho n sin ti t o sul dovere novo della critico di comprendere che nello sviluppo delle combinazioni etiche sui ceppi etnici, israelitismo vuol sempre dire innovazione, risoluzione, approfondimento: che il pensiero ebraico è in altre parole la colonna vertebrale di ogni filosofia, e che le radici della logica sociale che riguadagna in ogni tratto la forza necessaria-n far saltare le cortecce) delle menzogne convenzionali che si vengono sovrapponendo come livide incrostazioni sull'organismo umano, sono radici che pescano nel terreno ferace d'Israele! Mi domando spesso inquieto se davvero le storie umane non sien tutte da rifarsi a lume d'ima conoscenza profonda e precisa del pensiero israelita, e non sia finalmente venuto il tempo di riven