Rassegna storica del Risorgimento
ISRAELITI ; TRIESTE
anno
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1951
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pagina
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634
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634 Angelo Scocchi
Nei veni*anni trascorsi da allora* il mondo sub! sconvolgimenti imprevidibUi, e il passato s'allontana sempre di più, avvolgendosi in una nebbia, che con crescente difficoltà lascio scorgere i particolari.
L'esumazione obiettiva, quindi, di episodi e di protagonisti, che dimostrano il forte contributo prestato dall'elemento israelita o d'origine israelita a tutte le fasi del risorgimento a Trieste, ha un valore eminentemente storico*
Senza il rilievo di quel contributo riesce manchevole la storia del risorgimento italiano e non è concepìbile la storia della difesa dell'italianità di Trieste. *)
dicare all'ebraismo... le glorie di quel portentoso cristianesimo, immane frode perpetrata nel tesoro israelitico dalle adunche mani dell'Occidente volgente all'ecclesiasti-cismo .
Successivamente l'Orano riconfermava il suo filosemitismo in Cristo e Quirino (Foligno, edizione definitiva 1928): <t Per noi l'ebraismo è il passare in prima linea del sentimento morale... (p. 216); L'aggiunta degli evangeli non altera il contenuto ebraico;.. C'era soltanto la persona giuridica esterna: venne d'Oriente la rivoluzione dell'uomo intemo... (p. 217). Cfr. GUIDO BEDABIDA, Ebrei d'Italia, p. 14.
') Gli ebrei in Italia parteciparono attivamente già ai primi moti insurrezionali, dopo il 1796, distinguendosi particolarmente nei centri dove si trovavano più numerosi: a Roma, in Ancona, a Livorno. Quivi entrarono compatti nella Carboneria, nell'associazione dei Veri italiani, nella Giovine Italia.
A Venezia risultano d'origine ebraica niente meno che il dittatore Daniele Manin e i due eroici fratelli Emilio ed Enrico Dandolo e, forse, anche il loro compagno Morosini se, come sembra al Bedarida, egli discendeva da quel Giulio Morosini, che si battezzò alla fine del Seicento, lasciando il nome ebraico di Samuele Rahmas. Mazzini si giovò della efficace collaborazione procuratagli dai due rabbini Abramo Lattea e Samuele Olper e dai finanzieri Abramo Errerà, Leone Pincherle e Isacco Pesaro Maurògonato.
L'israelita Salvatore Anau rappresentò nel 1849 la repubblica romana di Mazzini presso la repubblica veneta di Manin.
Tra i discepoli di Mazzini d'origine ebraica è da menzionare particolarmente Enrico Guastalla, che, dopo aver partecipato ai moti di Mantova nel '48, combattè a Roma nel 1849, poi diresse a Genova il periodico Libertà ed Associazione, fu segretario del comitato pel milione di fucili, cooperò all'organizzazione della spedizione Medici, che permise a quella dei mille di Marsala di ottenere risultati decisivi, militò con Garibaldi dal 1859 al 1866 col grado di colonnello, in fine riordinò il museo del risorgimento a Milano.
Collaborò col Guastalla nel comitato pel milione di fucili., a favore della spedizione dei nulle, il suo comprovinciale e correligionario Giuseppe Finzi, già carcerato coi martiri di Belfiore, e che fu il primo deputato ebreo entrato nel parlamento italiano; al suo nome il governo di Mussolini intitolò un sommergibile* e fu la prima volta rivela il Bedarida che a una nave da guerra sia stato assegnato il nome di un ebreo. Un altro Finzi di Mantova, Ciro, morì alla difesa di Roma nel 1849.
Un israelita, il colonnello Cesare Borghi, fu aiutante di Vittorio Emanuele IL Nell'esercito nazionale raggiunsero i sommi gradi parecchi israeliti tra essi, il generale Giuseppe Ottolenghi, ministro della guerra nel 1902-1903. Nella guerra del 1915-1918 l'Enciclopedia Militare registra una quindicina di generali altrettanti colonnelli e tre ammiragli di origine ebraica. ""H
Nella diplomazia italiana lasciarono un'impronta indelebile il ministro Isacco Artom, da Asti, combattente a datatone nel '48, poi segretario abile collaboratore di Camillo Cavour, e il primo tra gli ebrei in Europa a ricoprire una carica diplomatica