Rassegna storica del Risorgimento

ISRAELITI ; TRIESTE
anno <1951>   pagina <636>
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Angelo Scocchi
si trovano i nomi di Marco Parente, Marco Costantini, M. CurieL Isacco Kopeu. d'An­cona, Fono, Vivente, Rodrigo.
Venivano denunciati per avere manifestato sentimenti antiaustriaci, discorrendo in un caffè, Anselmo Levi e un Morpurgo.
FIGURE EMINENTI
In quell'atmosfera nascevano Samuele Romunin, autore della monumentale Storia di Venezia, e Giuseppe Revere, il più rinomato scrittore che abbia dato Trieste alla letteratura italiana dell'Ottocento, apostolo rivoluzionario della Giovine Italia; redattore capo dell'Italia del Popolo di Milano, diretta da Mazzini nel 1848; combattente sulle barricate nell'insurrezione delle cinque giornate e poi sulle lagune in difesa di Venezia e sugli spalti della repubblica romana del 1849; fervidissimo propugnatore d'unità politica forte e potente.
Degni discepoli di Giuseppe Revere, operarono arditamente sul generoso tentativo insurrezionale triestino del 23 marzo 1848 i due giovani studenti Giacomo Venezian e Leone Fortis, ambidue valorosi combattenti poi nel Veneto, propugnatori dell'idea unitaria mazziniana a Firenze, difensori della repubblica romana, sulle cui mura il pruno con la penna e con la parola nella lotta politica, rappresentando la città natale nei comitati nazionali di Torino e di Milano.
Uno dei volontari, cui Garibaldi dimostrò maggiore affetto a Roma, fu il triestino Sansone Levi, da lui promosso tenente sul campo di battaglia per merito di guerra. Tra i volontari triestini feriti a Marghera si trovava Filippo Coen.
Del periodo della vigilia del '48 si leggono negli archivi dello stato a Vienna, tra gli altri, i nomi dei due studenti triestini all'università di Padova, Girolamo Lnzzatti e Adriano Norsa, sorvegliati per contegno politico -sospetto, e quello del commesso di commercio Angelo Consiglio, il cui passaporto servì ad Emilio Bandiera per il suo tra­gico viaggio.
Già tra i membri del primo consiglio direttivo della società dei triestini, che agì nel '48 e rappresentò la prima organizzazione pubblica del partito liberale-nazionale di Trieste, fu eletto anche un israelita: il don. N. A. Levi; e un G. Levi fu designato tra i patrioti chiamati a formare la commissione municipale. Il giornalista Angelo Alpron diresse il quotidiano Costituzionale.
Segui il periodo di reazione e di persecuzioni dal '49 al '59. La polizia scoprì nel 1352 un diffuso contrabbando dì libri di propaganda mazziniana, e condannò il respon­sabile, ch'era il libràio Michele Treves. Un altro libraio israelita, Angelo Tedeschi, era stato condannato per il medesimo reato sette anni innanzi, e aveva poi battuto le vie dell'esilio, emigrando a Parigi. Frattanto Camillo Cavour teneva qui un suo fiduciario nella persona del rabbino Tedeschi.
VOLONTARI GARIBALDINI
Nel fervore del 1859, quando hi migliore gioventù triestina fremeva del desiderio di accorrere sui campi di battaglia e d'indossare l'affascinante camicia rossa garibaldina, in un magazzino del negoziante Filippo Morpurgo, neDc vicinanze della stazione, veni­vano radunati i giovani, e ivi, nello penombra, davanti a un crocifisso, tra due pugnali e due candele accese* essi pronunciavano il giuramento di offrire il proprio .sangue alla causa dell'indipendenza e dell'unità della patria italiana.
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