Rassegna storica del Risorgimento

ISRAELITI ; TRIESTE
anno <1951>   pagina <637>
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Gli ebrei di Trieste nel Risorgimento italiano 637
S arrotarono, con gli altri, quattro giovani israeliti: Daniele JNorsa, Ferdinando Ulmann, Stefano Samuel, Giovanni Coen.
Per arrotamento di volontari la polizia arrestò tra gli altri, il Morpurgo, Vitale Sinigaglia, Giulio Trcves, Giacomo Gentilomo, Giuseppe Salmone per diffusione di proclami patriottici
Dopo il 1860, tanto nel comitato della società nazionale, lafariniana e cavoù-rìaua, presieduto a Trieste da Arrigo Horlis, quanto nel partito d'azione, cui apparte­nevano i mazziniani e i garibaldini, era ben rappresentato l'elemento israelita1 *
Uno dei capi più autorevoli del partito liberale, Raffaello Costantino Giuseppe Morpurgo veniva eletto vice-podestà. Militavano nelle prime file pure Michele Cusin e Isacco Frizzi.
Nell'occasione del passaggio per Trieste di una numerosa comitiva di liberali ungheresi, rappresentandosi al teatro Mauroner l'Emani, tra manifestazioni ostili all'Austria così clamorose, da indurre l'autorità di pubblica sicurezza a sospendere lo spettacolo, poiché, tra l'altro, la folla aveva buttato fuori dal teatro il direttore della polizia, nn tedesco di nome Hell, fu fatta una retata di patrioti, tra i quali furono com­presi dodici israeliti: Samuele d'Osmo, Marco Revere, Samuele Tolentino, Angelo e Isacco Luzzatto, Giovanni Cantoni, Elia de Minerbi, Elia Segrè, Lazzaro Liebman, Leone Bcnporat, Marco G. Gommanti, Giuseppe Jesurum.
Tra i volontari triestini della campagna del 1866 nove erano israeliti. Angelo Ara, Prospero Ascoli, Abramo Castiglioni, Ernesto Camerini, Oscarre de Haerschel, Ferdi­nando Norsa, Isaia Reis, Enrico Randcgger, un Salmona.
Il giovane Michele Norsa, partito anche lui col proposito di arrotarsi nelle file gari-baldiue, fu arrestato al confine e condannato a cinque anni di carcere.
Cinque giovani Israeliti, Giacomo Cantoni, Guglielmo Fano, Graziano Levi. Attilio Luzzatto, Isaia Senigaglia, subirono processo durante il regime statario, in seguito a denuncia d'un mandriano, che li senti imprecare, in un'osteria a Servola, mentre assistevano da lontano al ritorno della fiotta austriaca, da Lissa, contro la colpevole im­perizia dell'ammiraglio Persano responsabile della sconfitta subita dalla flotta italiana. In un primo tempo il Senigaglia era stato condannato addirittura alla pena di morte.
Per un tumulto sorto nel cimitero durante il canto del miscrere celebrato dal prete patriota don Pacor sulla tomba del garibaldino Pietro Chiozza in seguito al gesto di un commissario di polizia, che strappò dal monumento la scritta Morto per la Patria ond'egli fu percosso e ferito subirono arresto, tra molti altri, anche il dote. Giacomo'Benporat, Michele Levi, Leone Usiglio e i due commessi Jona e Luzzatti.
Nel comitato nazionale per l'impresa garibaldina di Roma, prima di Mentana, compiva le funzioni di tesoriere il triestino Marco Bcsso; e del comitato segreto per l'arrolamento di volontari a Trieste faceva parte anche Pietro Padova.
Con gli altri triestini, che seguirono Garibaldi nel 1870-71 in difesa delta repub­blica in Francia, combatterono Giacomo Levi e un Guastalla.
Ili CONTHIBUTO DEI PATRIOTI D'OHIGINB ISRAELITA DALL' IRREDENTA
ALLA REDENZIONE
Ed ecco la seconda parte deIl'ar i icolo, quelIa rimasta nella bozza di stampa, inedita. Essa si occupa del contributo dei patrioti triestini d'origine israelita dalla costitu­zione dell* irredenta d'Imbrioui alla giornata redentrice del 3 novembre 1918.