Rassegna storica del Risorgimento

MORANDI ANTONIO
anno <1918>   pagina <37>
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Drammatica fuga di Anto-imo Morandi dalle carceri di Venezia 37
aveva scritto V indirizzo. * Ti dicevo, che io doveva questa somma a questo patriotto negoziante per denari che mi aveva sborsato, onde mi servissi a pagare diverse spese incontrate nella mia fuga. Nella stessa lettera ti avvertivo che da Lugano anderei tosto partire per Marsiglia e ti pregava di mandarmi colla i miei effetti tenendo indietro gli inservibili perchè costerebbe più la spesa*del trasporto. T'avver­tivo ancora che uè io, ne 'mio fratello in Venezia non abbiamo mai voluto riscuotere - 600 - zvanzighe che ci avete spedito, perchè non ave­vamo bisogno di danaro - che io poi non solo le 600 zvanzighe ma nessuna altra somma che aveste potuto mandarmi non ho ricevuto. Vi scrissi una volta sola, credo, coll'apis da Venezia due o tre giorni prima di partire, e dove vi pregavo di far avere a quello che mi faceva avere i vostri viglietti la somma di duemila 2000 franchia ma detta somma non ho riscosso - né ho fatto spese, né lasciato altro a riscuoterli. Avevo potuto nascondere e portar meco prigione un centinaio di talleri, e mi sono servito di quelli per fuggire quan­tunque anche anelli mi sono stali mangiati inutilmente da un Capitano che li aveva 'ricévuti per -caparra, e elle si era preso r incàrico di poe­tarmi nelle montagne dell'Albania, e di là sarei passato in Grecia, ma questo infame non. si trovò in quella notte all'apuntamento stetti girando in Venezia tino a giorno, e vedendo d'esser tradito o dal Capitano, oda quello che mi lece in quella nòtte sortire asàlf curandomi essere tutto pronto alla partenza, non so come il Cielo mi tenne di non darmi la morte -e Dio mi suggerì di tentare di noleggiare una barca da traghetto, ed andare a terra - mi riuscì ad onta di tanfi rigori di sanità, è dì.Dogana, e giunsi in salvo. Dunque ti ripeto che non ho riscosso; niun denaro che tu mi avesti potuto spedire, né le - 600 - zvanzighe, nè;9000 franchi che ti chiesi in quella lettera scritta coll'apis - né ho l'atto debiti, ne ho lasciato né dato la facoltà ad alcuno di tirar denari in mio nome. Cercherai tosto presso la Dita Lugli le lettere; eliiei tì scrissi da Lugano, e che rin­chiusi in Una sua pregandolo di fartela tosto recapitare.
Mi preme che la mia famiglia resti in isborso dì si grossa somma, e mi preme ancora di sapere ehi è o chi sono quegli infami ohe si servono del mio nome per scroccare a voialtre mie buone sorelle del danaro.
Mio fratello non ne ha di bisogno, e perciò son certo che non avrete preso abbaglio, lo pure grazie al Cielo non ne ho di bisogna
1 Sappiamo gfc eh la speiltaiono era stata tosto fattoi " La lettera d stata da noi recata più su.