Rassegna storica del Risorgimento
MORANDI ANTONIO
anno
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1918
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pagina
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42
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44
A, Sorbetti
Umbre, in cui si accennava a dei dubbi che qualche ladro ci fosse in mezzo, non mancò di dolersene colla signora Caterina, di cui riconosceva il buon volere e la lealtà, e aggiungeva che avrebbe scritto al Pirondi a Marsiglia per persuadere il tutto il Morandi e dar termine ad un affare il quale, secondo le risultanze che aveva, doveva esser compiuto in tutto per l'onore del Morandi. '
Per illuminare ancora questa faccenda, che ha più interesse di quel che può parere, perchè sempre nuova luce si fa sulla vita politica e giudiziaria veneziana e specialmente si danno nuovi particolari sulle peripezie incontrate dal Morandi, mi piace riportare alcune altre lettere dei nostri personaggi, piene di forza, di passione, di ira anche.
Antonio Morandi coll'àuimo esacerbato volle direttamente avvisare la Ditta Lugli dell'accaduto e della certezza che egli aveva che in mezzo alla faccenda ci fossero stati dei farabutti. Naturalmente non poteva non ripetersi.
Mai-stella. .16 ottobre 1831. Stimatissimo signore,
Vengo di ricevere la di lei lettera in data del 28 passato mese. Bisogna dire che la polizia di que' luoghi si diverte di trattenere le lettere, o che non vi sia regolarità nelle poste, o qualche altro maledettissimo incidente, e dovrò io solo esserne l'eletto ed avere di queste causalità, mentre tanti altri miei compagni di costì hanno sempre lettere dall'interno della Romagna, il che è più lungo e diffìcile, in 6 giorni, ma pazienza pure.
Spero che a quest'Ora avrà ricevuto altre mie dove gli scrivevo quanto Ella nella sua del 28 mi domanda. Non pertanto se tutte fossero andate perdute, così gli risponderò a puntino alle domande fattemi; ed aceioobè gli serva di norma a non dare danaro ad alcuno che ce lo dimandassero in mio nome.
Dunque trovandomi nelle carceri di Venezia, era circa un mese che i ferri della mia finestra erano segati e per conseguenza poteva sortire a mio piacimento. Ma il timore della non riuscita, non avendo amicizie., he sapendo a chi rivolgermi in Venezia, più le sicure voci sparse che avressimo tutti seguitati la sorte dei detenuti bolognesi, ini fece tardare a non mettermi all'azzardo, per non poi perdere i diritti degli altri ed incorrere cosi in nuove disgrazie. Sarei ancora in earcere a viver con -Me speranza, se il signor Cancelliere Gali
' Raccolta Lugli, n. llO-ft/.s, pag. 9809, senza data, ma dell'ottobre.