Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; TOSCANA
anno <1952>   pagina <84>
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84 Libri a periodici
rintracciati dal Filipuzzi negli archivi viennesi: Ietterò diplomatiche che sarebbe bene fossero pubblicate tutte nella loro integrità (e nella sua integrità invece qui ne è pubblicata una sola, e ciò per evidente necessità di spazio), ma che tuttavia giovano notevolmente per la comprensione degli avvenimenti qui consi­derati anche nel loro riassunto e che, in ogni modo, potranno essere pubblicate in seguito.
Lord Palmersion non poteva vedere che con piacere la fine della influenza austriaca in Italia, ma si preoccupava che a questa non si sostituisse un'influenza francese: perciò auspicava la creazione di un regno dell'Italia Settentrionale. Era fautore quindi di una mediazione fra Piemonte ed Austria, mediazione alla quale pensava anche il governo di Parigi e con la quale tanto il governo inglese che quello francese avrebbero guadagnato in prestigio: si sarebbe arrivati ad una soluzione favorevole per il Piemonte. Certo che anche Inghilterra e Francia non potevano andare perfettamente d'accordo sui particolari della mediazione stessa, che, mentre la Francia aspirava ad un compenso nella desiderata annessione di Nizza e della Savoia, le vedute inglesi, come abbiamo accennato, e come del resto è noto, erano ben diverse, perchè animate da spirito antifrancese.
Questo particolare momento del quarantotto e quarantanovc è esaminato dal Filipuzzi alla luce del carteggio diplomatico austriaco, e da questo appare chia­ramente come lo Schwarzenberg, sostenuto dal giovane imperatore Francesco Giu­seppe, abbia evitato decisamente il pericolo che una mediazione del genere avrebbe rappresentato per il prestigio austriaco, che necessitava tener alto, specie in tempi in cui l'idea di nazionalità si facevo strada fra i popoli, divenendo, sempre più, ben definita coscienza pubblica. Lo Schwarzenbcrg non ne vuol sapere dèi negoziati proposti, che si sarebbero dovuti tenere a Bruxelles, per Io meno se non si è decisi, già in partenza, a mantenere in Italia lo statu quo. None ne pouvons admettre d'autre base pour conclure la paix avec la Sardaigne que celle des traités, ni plus, ni moins , scrive lo Schwarzenberg in una lettera confidenziale consegnata al CoIIoredo in partenza per Londra (siamo al 16 febbraio del 1849). Tant que cette base ne sera pas irrévocablemOnt admise par les Puissances médiatrices, nous n'avons que faire de la médìation . Lord Palmerston non riuscirà ad indurre (lo Schwarzenberg dice testualmente obliger ) il rap­presentante austriaco a recarsi a Bruxelles, dove gli altri diplomatici l'attendono. Se si vuole mutare lo statu quo, la conferenza è anzitutto inutile car cela veut dire que l'idée d'appuyer les prétentions de la Sardaigne, n'est pas abandonnéo. Lo Schwarzenberg non si fa illusioni e prevede anche l'attacco di Carlo Alberto e l'eventuale sconfitta austriaca, ma il suo ragionamento è che mieux vaut perdre ce qui nous appartient par le sort des batailles que par des négociations avec l'ennemi et ses complice*.
Bisognava inoltre è sempre il ministro austriaco che parla nella lettera citata osservare a Palmerston che se egli ci teneva a non vedere i Francesi in Italia, questo suo atteggiamento era sbagliato, mentre, d'altronde, la fuga del granduca di Toscana <autrefois grand protégé de TAngleterre non avrebbe mancato di fare quelque scnsation à Londres.
noto come, fallita la speranza nella conferenza di Bruxelles, Carlo Alberto tentasse la sorte delle armi. Dopo di che la regina d'Inghilterra si congratulò con Francesco Giuseppe per la vittoria conseguita dalle sue truppe a Novara: atto questo che H Filipuzzi ricorda in fino al suo saggio, probabilmente por dargli un valore superiore a quello di convenevoli diplomatici, il valore del corona­mento di un'azione diplomatica riuscita, azione diplomatica legata strettnmentc anche ad un'azione propagandistica se, com'è presumibile, il CoIIoredo o suoi collaboratori riuscirono ad influire sull'atteggiamento assunto dal Times il 10 marzo 1849, col quale si screditava) proprio nei riguardi della questiono italiana, a Palmerston di fronte all'opinione pubblica inglese. Gtvuxso GAETA