Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; TOSCANA
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1952
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pagina
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92
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92 Libri e periodici
Se un motivo comune ai può ancora ritrovare è quello del generalo compiacimento per la sparruccata > (l'espressione è di Massimo d'Azeglio) eubila dai Francesi sotto le mura di Roma, che vale a risollevare l'onore militare degli Italiani.
Nell'esame di questi fattori interni il Bandi giustamente rifugge dal considerare lo Stato sardo del 1848-49 come un organismo politico indifferenziato. Mette perciò in evidenza con attenta analisi i contrasti che agitano e contrappongono le varie regioni. Tradizioni storiche, condizioni sociali ed economiche, impulsi centri fughi sono alla base della caratterizzazione politica del Piemonte, della Savoia, della Liguria e della Sardegna. Anche in questa analisi la vasta conoscenza della pubblicistica e il sicuro possesso della bibliografia gli forniscono un prezioso
I documenti sono pubblicati con la lodevole e scrupolosa esattezza che già distinse la raccolta curata dal Pischedda. Brevi note biografiche facilitano l'indi vidnazione dei personaggi minori citati nei dispacci. VITTORIO E. GIUWEBLU
Leitres du Colonel Collier (juillel 1849-mars 1850) publiées sons les auspices de la Commission des Archives Diplomatiqnes au Miniatóre des Aifaires Etran-gères et du Comité National dn Centenaire de 1848 au Miniatóre de PEduca-tion Nationale par A. B. DUFF et M. DECTIOS: Paris, Imprimerle Nationale, 1950, in 8, pp. XIX-192. S. p.
Dei documenti inediti oggetto di questa pubblicazione aveva dato notizia in una sua comunicazione al XXVIII Congresso per la Storia del Risorgimento uno degli storici francesi che con più acutezza e competenza si è occupato, e si occupa, del nostro Risorgimento: Charles H. Pouthas (<aUn observateur de Tocqueville a Rome pendant les premier* mois de Voccupation frangaise , in Rassegna Storica del Risorgimento, a. XXXVJU, fase. HV, 1950, pagg. 417430).
II volume si compone di tre parti distinte; una prima che contiene diciotto lettere inviate dal Callier a Gobineau, capo di Gabinetto di Tocqueville, Miniatro degli Esteri di Francia dal giugno all'ottobre 1849; nna seconda, la Chronique des événements de Rome , formata da otto lettere scritte tra la fine di agosto e i primi di ottobre personalmente a Tocqueville; e una terza, composta di dodici lettere al Generale de la Hittc, succeduto a Tocqueville nel novembre 1849. Completano il volume tredici annexes tratti dagli archivi del Ministero degli Esteri.
H valore delle lettere di Callier, disse Pouthas nella sua comunicazione, sta nel fatto che esse sono la seule relation complète que le cabinet des Affaires Etrangères ait recue, en aoùt et septembre, en dehors des rapports militaires, di-reetement, des événements de Foccupation . Una documentazione, dunque, di pTim'ordine, fornita da un uomo che ne manquait ni d'intelligence, ni de sena politique , come ci vien detto nella introduzione, pur non essendo ni hiatorien, ni pcnseur politique. Un liberale moderato questo militare e diplomatico che con molto buon senso e con -una notevole sensibilità politica invia al Ministero degli Esteri del ano paese le proprie impressioni sullo Stato Pontificio.
Certo quivi la situazione era molto delicata. Passata la primissima euforia per la vittoria, non tardarono a manifestarsi e ad accentuarsi sempre più dei punti di frizione tra occupanti francesi e autorità pontificie. Queste ultime, infatti, intendevano il loro ritorno a Roma come nna restaurazione nel senso più retrogrado e antistorico del termine, dagli avvenimenti romani del '48-'49 non avendo tratto altro ammaestramento che quello di punire in maniera esemplare i sobu-latóri e riportare cosi Vordine nello Stato. I Francesi, al contrario, volevano che si procedesse a concrete riforme, non tanto, si intende, per un vago e idealistico spirito liberaleggiante, quanto per assicurare una relativa stabilità allo Stato