Rassegna storica del Risorgimento

MORANDI ANTONIO
anno <1918>   pagina <49>
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Drammatica fuga di Antonio Morandi dalle carceri di Venezia 49
autorità, aveva disposto molto probabilmente che un tale fosse inca­ricato di prenderlo e di condurlo in salvo verso la Morea, e afferma il Fantoni ' che quel tale era erto Bartolo Guniali. Ma, o che il Mo­randi non conoscesse bene il suo complice, o che non si recasse pre­cisamente al luogo combinalo (il Morandi non era ben pratico di Venezia, ove non era mai stato), o che non fossero stati bene appresi i connotati, come anche per i timori del sensale francese di non potere riuscire per allora,3 il Morandi non avendo trovato nessuno, dovette, dopo un lungo ricercare, tornarsene nelle carceri, dove potè arrivare indisturbato, tutto in pensiero nullameno di ritentare presto l'impresa, forse anche stavolta d'accordo con qualcuno. E l'impresa riusci egre* giamente nella notte dal 20 al 21 agosto, come sappiamo, più per parte di Antonio Morandi, che per l'aiuto diretto che potè venire da altri congiurati, nonostante che paia indubitato che i consoli inglese e francese vi intervenissero.8
11 Guermani. che si era allontanato da Venezia per ogni buon fine, potè presto sapere che un prigioniero era uscito dalle carceri, e pensò tosto, come era naturale, che quel prigioniero era il Morandi, e imma­ginò che avesse seguito il cammino che tra lui e il console e altri era stato tracciato, sin dal primo tentativo, e cioè verso la Grecia.
Il 12 settembre il Guermani scriveva infatti da Trieste al Lugli, che l'opera sua aveva incontrate parecchie peripezie che avrebbe rac­contate alla prossima venuta in Bologna; poi aggiungeva: Intanto passando all'essenziale dirovvì, a vostra quiete, che la cassa Veli Crespi L. N. 1J deve assolutamente essere giunta a salvamento, dacché nulla in contrario ne fu scritto agli assicuratori, i quali neppure ci pensano, edanzi mi assicurano che quanto prima qualche riscontro ne riceverete dalla parte della Morea o di Corfù, ove il ebolera morbus non è ancora penetrato *.s Nulla dunque di preciso sapeva il Guermani al 12 di set? tembre, e cioè dopo più di venti giorni dalla fuga, del modo epjne Si erano svolte le faccende e del cammino preso dal Morandi. La qual cosa avrebbe dovuto mettere in guardia il Lugli, tanto più che nella stessa lettera (cosi poco conscia degli avvenimenti) il Guermani chie-
> Gp. eif., pag. 820.
* lUmoUd Lngli, a. 20. pag. 28. 3g S detto chiaramente ohe fl jprlmo ten­tativo l'ali* por il Umore del aonaftlo inglese.
* Raccolta Lugli, n. 26, pag. 28. I sensali francese e Inglese orano in diretti rapporti con e-eoa Q., ohe, secondo il mio avviso, sono Bonjonr e Coli.
* Antonio Morandi.
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