Rassegna storica del Risorgimento

MORANDI ANTONIO
anno <1918>   pagina <52>
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A. Sorbetti
rondi non nasconde che varie persone l'aiutarono, anche senza tener conto del barcaiuolo che più per forza che per amore lo condusse a terra, È Indubitato che il personale il quale era attorno ai consoli inglese e francese o direttamente o indirettamente, rendendo meno "viva in quei giorni la sorveglianza generale delle carceri e della spiaggia, porta­rono un contributo non indifferente al risultato che si ottenne. Tanto è vero questo, che il console francese ebbe parecchio da fare con la polizia, e con lui il suo servo, e che alla fine dovette sloggiare da Venezia.'
Ma un'altra persona di sesso femminile è ricordata in più di un luogo dal Morandi tra quelle che lo giovarono. 11 Fantoni riconosce quest'angelo misterioso nella greca Economo, che abitava presso il cortile delle carceri e che fu cara anche al condetenuto del Morando Terenzio Mamiani." Ma il bandolo per conoscere il suo vero nome, che il Morandi non volle palesare, per non recare danno a lei o alla sua famiglia, neanche alle proprie sorelle, ci è dato da un passo del volume autobiografico del Morandi medesimo.
Quando nel 1848 egli ebbe occasione di tornare a Venezia per la lotta contro l'austriaco e per la suprema difesa di quella città, sua prima cura fu di rivedere le carceri onde ne era sì venturosamente uscito, di rintracciare un furfante preso dalla polizia, di cercare del console inglese, che non trovò, perchè da lunghissimo tempo se ne-era andato, e di rivedere la famiglia dell'archimandrita Economo che area già conosciuto in Grecia e la cui figliuola aveva più volte vista alla finestra che guardava appunto nel cortile delle carceri ; anzi con una aveva avuto una specie di colloquio, con dei segni convenzio­nali. Rivide, e ne rimase altamente commosso, la vecchia signora e le figliuole ; e la signora ricordò la canzone greca che il Morandi can­tava nelle prigioni., che cominciava ;
Paziènza ohe l'ora arriverai 33 col tempo...
E ricordò la fuga. Metteste, disse la signora, ih iscom piglio il vicinato e sottosopra tutta Venezia; Non credevo mai che poteste riu­scire di giungere a salvam2;*Jemey che vi riprendessero..., tutti di famiglia vivevano nell'ansia dì sentirvi; jpauràjfc0, le angoscie della Gigia poi non svanirono se non quando lesse nella Gazzetta di Trieste che salvo eravate tornato in Grecia***
1 A MORANDI, II mio giornale, oc, p. 68.
* G. FANTONI, Op. cft. p. 820.
8 A. MORANXH, II mio giornale eoo., pag. .74.