Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; FRANCIA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1952>   pagina <169>
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// trattalo di commercio franto-piemontese (1840-1846) 169
Il Guizot riaprì le trattative col governo sardo: chiese ohe la convenzione fosse non di sci, ma di quattro anni, che essa fosse estesa all'isola della Sardegna, allora regolata da una tariffa doganale differente; rifiatò, d'altra parte, l'estensione al principato di Monaco. ') 11 nuovo ambasciatore francese a Torino, il conte Morlier si compiaceva di queste dilazioni che sottoponevano il trattato a tolte te prove, tanto più che il gabinetto piemontese si mostrava interessato a mettere in esecuzione le clausole commerciali.2) Il 6 dicembre 1844 con un atto supplemen­tare la convenzione fu ridotta per la durata di quattro anni, e fu estesa alla Sardegna. Nel giugno 1845 le Camere approvavano l'accordo.3)
Restava ancora da precisare il numero e le località degli uffici doganali Iran* Cesi attraverso i quali sarebbero passati i capi di bestiame sardo. I Francesi proponevano dieci uffici, ed -Piemontesi ne chiedevano venti. La questione si trascinò per circa un anno irritando sempre più il governo sabaudo il quale vedeva nelle lungaggini l'intenzione del governo francese di sottrarsi all'esecu­zione degli articoli favorevoli al commercio piemontese.4) Il 25 novembre 1845 il 'conte della Margarita, in risposta ad una nota rimessagli il 19 novembre dal­l'ambasciatore Mortier,5) indirizzò al governo di Parigi una nota aspra e violenta: erano passati- dne anni dalla firma del trattato, e l'esecuzione di esso era ancora lontana: il governo piemontese aveva ragione di credere che l'atteggiamento del governo francese, il quale andava per le lunghe per rendere illusori i benefici della convenzione, fosse inconciliabile col senso e con la franca esecuzione del trattato.6) Il Mortier si mostrò indignato, e chiese al proprio governo di usare un linguaggio severo pour ramener le Gouvernement à des notions plus saines et plus conformes. Ma il governo, che era consapevole dei propri torti e della propria cattiva volontà, preferì chiamare a Parigi il Mortier, e lasciò la cura delle trattative al barone d'André. Questi, dopo i primi contatti avuti con gli nomini'politici piemontesi, non potette che rcndrc hommage à l'esprit concili un t des hommes d'Elat . 7)
D'altro canto, il viaggio dello Zar in Italia e negli Stati Sardi aveva destato qualche preoccupazione: si sapeva che erano in corso trattative tra Torino e Pietroburgo per un accordo commerciale e di navigazione: l'ambasciatore aveva manifestato al proprio governo' il timore che la Russia aspirasse a stabilire una eerta influenza sulla Penisola: Les hommes sérìeux de ce pays et qui s'occupent du mouvement politique de l'Europe se soni encore vivement préóccupès du pus-sage de l'Empereur de Russie duns les Etats Sardcs et de sa présente en Italie.
t) À.E.P., Cotr. Poi, Turin, voi. 317, 26 nov. 1844, p. 171.
tì A.E.P., Corr. Comm., Turin, voi. VII, 11 seti. 1844, p. 381.
3) La Camera dei Deputati trovando tutto in vantaggio dèlia Sardegna il Trattato di Commercio voleva rigettarlo, e 0 Ministro ottenne dopo grandi stenti che fosse approvato; Soi.Aito DELLA MARGARITA, Memorandum, op. cit,t p. 273.
) A. E. P., Corr. Comm., Tnrin, voi. VHI, 19 seti. 1845, p. 28.
s) ARCHIVIO TORINO, Materie Politiche. Negoziazioni Francia, voi. 62.
) A. E. P., Corr. Comm., Turin, voi. Vili, 27 nov. 1845, p. 77. Inoltre per il Piemonte la messa in esecuzione del trattato con la Francia era connessa con l'esame di ulteriori riduzioni doganali ; queste lungaggini ritardavano tutte le decisioni del governo sardo; A. FOSSATI, Saggi, op. eh., p. 193.
V A. E. P., Corr. Comm* Turin, voi. VIS, 3 genn. 1846, p. 116.