Rassegna storica del Risorgimento
FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno
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1918
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pagina
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55
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Carteggio medito di Carlo Troja a Margherita Fattori d'Attempa 55
Solo la mattina seguente partì da Roma sotto buona scorta, ina, prima di Ponte Molle, 1' incontro di una carrozza ci fece fermare; e ne discese mia sorella che, non avendo riposato la notte, pensosa di me solo e affaccendata, informata d'ogni mio passo, avea presa la volta di Porta Angelica onde incontrarmi. Venne allo sportello e, senza curare de' carabinieri, mi disse di chinare il capo avendo a che dirmi in segreto. - Ella sottovoce: ed io sonoramente: Hanno pescato un granchio grosso quanto la luna. - Poche altre parole corsero tra noi, udendo tutti. Non si potendo avvicinare le facce per l'altezza del legno e l'impedimento d'armi attraversate, ella mi baciò la mano, che tenea stretta nelle sue, e fu una delle poche tenerezze che in tanti anni di prigionia pur provai, ma nessuno potè accorgersi dell'interna mia commozione. Ella tornò dentro Roma, io proseguii.1
L'opera della dolce e affettuosa sorella non termina qui. Mentre il patriota romagnolo, dinanzi a coloro che dovevano poi illegalmente giudicarlo, nulla dice, nulla ammette ne a carico suo né d'altri mantenendosi sempre uguale - sono le sue parole dette senza alcun vanto - sempre quello che fu nelle carceri di Ravenna, nella rocca d'Imola, nella cittadella d'Ancona, in Civita Castellana,2 ~ Margherita Fabbri cerca ogni mezzo per aiutarlo, per rendergli meno amara la prigionia, dandogli - prove di sviscerato amore fraterno.8 -
Ma l'austera e simpatica figura dell'egregia gentildonna emerge anche sotto altro aspetto da un copioso carteggio che, per la benignità di un erudito oggi scomparso,* è pervenuto in mie mani. Già Eduardo nel tempo che aveva passato a Cesena, tra il *19 e u *S4, aveva fatto parte di quella che poi fu chiamata seuola romagnola e che si distinse per lindura di forma e italianità di contenuto. Intorno a lui, riconosciuto primo per morale autorità, stavano, tra gli altri, Cesare Mon-talti e Giovanni Roverella, amico quest'ultimo del Giordani, del Leopardi, del Niecolini; Maurizio Bufalini che, trasportando la sua attivìtà-nè! campo delle scienze, salì poi in grande fama per tutta Italia, il Bolaffi, a cui Eduardo dedicava la sua tragedia VAriawne e Leonida Montanari giovane, Mio, piena .d'ingegno e di sapere, ardente dei più nobili sensi1,, destinato alla mannaia del carnefice e che il FabWiflmò come figlio diletto.
BDUAiinoFxuBtói Sèi unni e dumeti Miamiavita. Memorie e documenti inèditi, a otti di 2f AZZÀUISHO 0!ROVAJwaGt.;r. Roma, Bontonipelli, 1915, pn>gg. 7-f 33. FAUÌBRJ, op. cit, pag. 49
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J TNarasaren tDwvivneilIì, nroltlvlìrta ài Ooaenn, morto noi 1015.