Rassegna storica del Risorgimento

ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno <1952>   pagina <172>
immagine non disponibile

LA MISSIONE DI G. ARB1YABENE E LO SPIRITO PUBBLICO NEL MANTOVANO DURANTE LA PRIMA GUERRA D'INDIPENDENZA
I.
Nella seduta del 24 marzo 1848 il Consiglio di Governo Provvisorio di Milano, con lo scopo di salvaguardare l'unità della Lombardia, decideva di inviare dei com­missari presso ogni municìpio capoluogo di provincia per far conoscere le norme adottate da quello di Milano: per Mantova veniva designato il marchese Gaetano Fassati, 1) il quale non risulta che si recasse mai non diciamo a Mantova, ma neppure nella parte di provincia liberata dagli Austriaci.
Tre giorni più tardi il Governo Provvisorio di Milano, sempre con lo scopo di mantenere l'unità della regione lombarda e di evitare si cadesse in un pericoloso muni­cipalismo, invitava i governi provvisori dei capoluoghi ad inviare a Milano un rappre­sentante per formare un governo provvisorio centrale di Lombardia, e l'invito fu esteso pure a Mantova, la quale il giorno 29 rispose, tramite la Congregazione e Comitato Unito, di non trovarsi nel numero delle città libere ed anzi d'esser sottoposta ad una specie di governo militare, e quindi d'esser nell'impossibilità di mandare il richiesto rappresentante.s)
Queste due iniziative milanesi dimostrano che nella città delle Cinque Giornate si ignoravano le vicende mantovane di quei giorni, l'alternarsi di speranze e di timori che avevano tormentato il Comitato Provvisorio di Mantova, l'indecisione fatale di quell'organo rivoluzionario, l'arditezza e la consumata perizia del Gorzkowski, elementi tutti che concorsero a far al che Mantova rimanesse in mano austriaca, fattore im­portante per comprendere l'andamento della prima guerra d'indipendenza.3) Né
J) L. MARCHETTI, 1848. Il Governo Provvisorio della Lombardia, Milano, ed. Mondadori, 1948, p. 71.
2) ARCHIVIO E MUSEO BEL RISORGIMENTO DI MILANO (d'ora innanzi A. M. R. M.), Fondo Casati, busta 51, n. 1. (In Appendice n. 1). Questa lettera risponde a quella del Governo Provvisorio di Milano del 27 marzo, n. 302, che mi è stato impossibile ritro­vare, ma che presumo si tratti della lettera stampata in Archivio triennale delle cose d'Italia, voi. Ili, Chieri, Tip. Sociale, 1855, pp. 319-320, pervenuta aHArchivio stesso in conseguenza dell'infedele deposito delle carte Casati fatto dal Bellazzi.
3} C. SPELLANZON, Storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, Milano, ed. Riz­zoli, voi. HI, 1936, p. 790, il quale attenua l'esagerato giudizio dato dal Cattaneo che ben altra cosa sarebbe- stata [la guerra], se il popolo avesse tenuto Mantova e Verona, come tenne Venezia e Palmanova (C. CATTANEO, Considerazioni sulle cose d'Italia in appendice al voi. I deWArchiviò Triennale ecc. cit:., ristampate da C. Spellanzon, Torino* ed. Einaudi, 1946, p. 32). Anche À. L'Ozio, Montava nel Quarantotto in Rivista Storica del Risorgimento Italiano, anno III (1898), pp. 300-317, ristampato in Profili biografici e Bozzetti storici, Milano, ed. Cogitati, 1927, voi. II, pp. 75-97, scrive: Altra piega avrebbero preso gli avvenimenti del 1848 se a Radetzky fosse mancato l'appog­gio del " baluardo d'Italia ", e Carlo Alberto invece di logorare del tempo prezioso in un inutile assedio avesse avuto sin dall'inizio della campagna una simile base d'ope­razione (p. 89).
Sulle cause del fallimento delle agitazioni mantovane vano sarebbe il cercar di portar nuova luce senza l'ausilio di nuovi documenti. Scartata l'accusa di bassezza d'animo lanciata contro la Congregazione Municipale ed il Comitato da P. SILIPRAND i,