Rassegna storica del Risorgimento
ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
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1952
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Federico Curato
lombarda il prof. Pietro Molinelli, il quale lasciando il 26 marzo la citta gonzaghesca aveva pieno l'animo d'una gioia indicibile per lo spettacolo che aveva ammirato della [sua] città, ogni barricata della quale era splendida pagina d'una storia la più gloriosa. *) Fa forse sulle notizie portate da questo messaggero ufficiale, che il 31 marzo sul foglio ufficioso del Governo provvisorio comparve un resoconto abbastanza confuso delle cose mantovane dal quale si poteva dedurre che la città fosse ubera e che gli Austriaci ne occupassero soltanto i forti (come i Borbonici a Messina, per fare un esempio) 2) e non fu che il giorno seguente che II 22 Marzo comunicò la notizia che le truppe nemiche erano padrone della città: Mantova ha un aspetto tristo, commentava il corrispondente.3)
Questa seconda comunicazione era senz'altro il frutto sia della risposta inviata da Mantova il 29 al menzionato invito milanese di due giorni innanzi, sia dell'arrivo a Milano delTing. Giovanni Arrivabene, il quale, intuendo il capovolgimento di situazione che stava per verificarsi in Mantova in seguito all'arrivo di rinforzi austriaci, aveva preferto recarsi a Milano per portare a quel Governo provvisorio i lumi della sua conoscenza sullo stato della difesa della città e della situazione politica della provincia.4)
Questo patriota, che ripeteva nel nome e nel cognome il carbonaro del 1821 condannato a morte in contumacia dall'Austria, non era mantovano, essendo nato a Verona il 19 maggio 1804.5) Un contemporaneo lo definite l'uomo dei più sani principi e di un ingegno non comune fr) e fu, in realtà, patriota tenace e sincero. Si diede ai severi studi di matematica e fu allievo prediletto del Bordoni. ?) A dire di Enrico Guastalla, che dell'Arrivabene pronunciò l'elogio funebre il 16 marzo 1852, il Nostro fu uomo attivo, universalmente amato, animato da soffi di alta idealità e autore di un trattato di matematica applicata all'idraulica che i sapienti tenevano in gran pregio. 8) Quando sorse il 1848 doveva risiedere in Mantova da alcuni anni, se è ricordato, insieme con don Tazzoli, col marchese Giuseppe Valenti Gonzaga ed altri benefattori tra i fondatori degli asili aportiani sorti in quella città nel 1837 e nel 1841. 9) Pare ch'egli, fino dal primo momento, aderisse alle manifestazioni patriottiche mantovane, benché non siamo in grado di conoscere se su questa decisione da lui presa avesse o no influenza la prima vaghissima notizia dell'insurrezione milanese.10) Certo nei
i) Il 22 Mano, 23 giugno 1848, n. 87.
ì R 22 Marzo, 31 marzo 1848, n. 6.
3) Il 22 Marzo, 1 aprile 1848, n. 7.
*) L*Arrivabene, come vedremo, fu tra coloro che, perduta la speranza che la città potesse liberarsi da sola, pensarono che si potesse liberarla con un aiuto dal di fuori. Don Tazzoli, in una lettera a C. Cantò, manifestava lo stesso intendimento (A. BJEZZAGHI, op. cit., p. 44-45).
s) Nel discorso funebre pronunciato da E. Guastalla il 16 marzo 1852 l'Arrivabene è dato come mantovano (vedi A. M. R. M-, Fondo Guastalla, busta 5, riportato in Appendice, n. 32); ma la sua origine risulta chiaramente da un prospetto del personale addetto all'Ufficio del Commissario straordinario governativo per la Provincia di Mantova, pubblicato da A. REZZACHI, op. cit., pp. 86-87.
9 F. NBGRETTI, op. eit,, p. 110. ">''A. REZZACHI, op. ciu, p. 80.
8) A. M. R. M., Fondo Guastalla, busta 5, riportato in Appendice, n. 32.
9) A. REZZACHI, op. cit., p. 6, nota. *) A. RBZZAGHI, op. ctf., p, 28.