Rassegna storica del Risorgimento
ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
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1952
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175
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La missione di G. Arrìvabene e lo spirito pubblico, ecc. 175
giorni successivi egli fu membro attivo dei Comitato* tonto è vero che molte minate di atti redatti da quest'organo appaiono scritti di pugno dell'Arrivabenc, ') e probabilmente egli non s'indusse ad abbandonare la città che quando fa svanita ogni speranza di poter scacciare gli Austriaci. Non sappiamo esattamente quando giungesse a Milano, ma v'era certamente il 1 aprile, il giorno innanzi che Gorzkowski, gettata la maschera, ritirasse le concessioni fatte e proclamasse Io stato d'assedio.
Quale accoglienza il Governo Provvisorio riservasse, in un primo momento, alTArrivabene, non sappiamo;2) sappiamo però che ben presto esso pensò di trarre profitto della conoscenza dei lnoghi che l'esule possedeva: essendo parso a Milano che l'esercito di Carlo Alberto muovesse da Mantova e l'Arrivabene era convinto che un colpo di mano si potesse tentare e perchè la fortezza non e[ra] armata, e vi e[ra] un luogo vicino a Pordelia (sic per Pretella!) ove la mura era caduta, e dove l'attacco e[ra] possibile 3) l'Arrivabene il 6 aprile fu inviato al Campo, munito di commendatizia per il conte Enrico Martini, quale persona e che pfoteva] dare idee utili e sicure sulla fortezza di Mantova, e per esser presentato al Re dato che questi avrebbe po-tutto da lui e cavarne dei lumi e dei dettagli da recare non piccolo vantaggio in queste circostanze. 3) Ma l'attacco a Mantova non fu fatto che tale non può esser chiamata la ricognizione eseguita il 19 aprile e per di più dalla parte del Forte Belfiore e quindi l'invio dell'Arrìvabene al Campo del Re non servi allo scopo che il Governo Provvisorio aveva indicato. D'altro canto l'esercito sardo s'era deciso a muoversi verso Mantova con tanta lentezza che il 13 aprile i guasti alle mura vicino a Porta Pra-tella, segnalati dall'Arri vabenc, erano già stati fatti riparare dal solerte Gorzkowski.5)
La venuta delPArrivabene a Milano dovette, con ogni probabilità, porre al Governo Provvisorio il problema della provincia mantovana. Infatti, allorquando ebbe inizio l'agitazione del capoluogo, si agitarono pure i comuni del territorio dipendente con esito ben diverso giacché in molte località l'autorità governativa era rappresentata soltanto da due o tre gendarmi che ben presto scomparvero dalla circolazione. Anche nei capoluoghi di distretto, cioè a Revere, Sermide, Canneto, Gonzaga e Viadana, ove pure si trovava un Imperiai Regio Commissario, la rivoluzione trionfò ben presto ed ovunque si istituirono Comitati e Guardia civica. 6) Il fallimento dell'insurrezione
') A. REZZAGHI, op. cit., p. 32.
2) Da un cronista mantovano del tempo, il Grassi, sappiamo che l'accoglienza fatta dal Governo Provvisorio di Milano al prof. Molinelli ed al conte Giuseppe Valenti Gonzaga fu fredda. Cfr. A. REZZAGHI, op. cit., pp. 44-45.
3) A. MONTI, Carteggio del Governo Provvisorio di Lombardia con- i suoi rappresentanti al Quartier Generale di Carlo Alberto, Milano, ed. Caddeo, 1923, p. 95.
4) A. MOSTI, op. cit., p. 96.
5J A. REZZAGHI, op. cip., p. 70. Sul significato di quella mossa militare vedi [CABLO ALBERTO], Memorie ed osservazioni sulla guerra dell'in dipendenza d'Italia nel 1848 raccolte da un ufficiale piemontese, Torino, Stamperìa Reale, 1848, pp. 20-21; [SCHdifHALs], Memorie della guerra d'Italia degli anni 1848-1849 di un Veterano Austriaco, Milano,Tip. Gugliclmini, 1852, voi. I, pp. 208-209; G. ULLOA, Guerra dell'indipendenza italiana negli anni 1848 e 1849, Milano, Legros e Marazzani, 1859, voi. I, p. 138 (trad. ita!.); C. FABHIS, Gli avvenimenti militari del 1848 e del 1849, Torino, ed. Roux Frassati, 1898, voi. II, p. 166; P. PIERI, La guerra regia nella pianura padana, in H 1848 nella storia italiana ed europea (Scritti vari a cura di E, ROTA), Milano, ed. F. Vallardi, 1948, voi. I, pp. 227-228.
*) A. REZZAGHI, op. di., p. 51.