Rassegna storica del Risorgimento
ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
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1952
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Federico Curato
del capoluogo, definitivo il 2 aprile, creò dal ponto di vista politico ed amministrativo una situazione nuova e delicata in quanto tutti i distretti del Mantovano vennero a costituire un corpo acefalo e non furono più in grado di appoggiarsi ad alcuna autorità centrale. quindi ben comprensibile come il 2 aprile don Luigi Tosi, parroco di Sabbionetta, presentasse domanda al Governo provvisorio che i distretti di Viadana, Suzzata e Sabbionetta creassero nella prima località un potere legale e fossero rappresentati in seno al costituendo Governo centrale da un loro rappresentante, lo Zanetti. ) Nella seduta del Governo provvisorio di quel giorno, 2 aprile, il conte Durini si mostrò propenso a consigliare ai tre summenzionati distretti di far capo a Cremona, ma alla obbiezione che questa città era troppo distante, il Durini precisò che, a suo avviso, la sola amministrazione comunale avrebbe dovuto continuare a funzionare; che le funzioni giudiziarie e finanziarie dovevano essere sospese; che in ogni capoluogo di distretto si sarebbe dovuta legalizzare la creazione dei Comitati di sicurezza. Altre proposte furono fatte in quella seduta: che!1 autorità centrale venisse sostituita da un Comitato centrale o da più Comitati; che i versamenti della Cassa distrettuale venissero fatti nella Cassa provinciale'di'Cremona; che i tre deputati dei Comuni fossero autorizzati a firmare supplendo ai Commissari distrettuali. 2>
Da questo scheletrico verbale si ricava l'impressione che il Governo provvisorio non prendesse sul momento alcuna deliberazione definitiva sulle sorti della tormentata provincia mantovana, forse con la speranza che un rapido investimento della piazzaforte portasse alla capitolazione della città ed alla ricostituzione dell'unità della provincia. Ma una lettera del parroco di Sabbionetta, don Luigi Tosi, al Casati in data 15 aprile, ci dà invece notizie differenti: da essa appare che con dispaccio N. 1368 del 2 aprile il Governo provvisorio aveva dato disposizione che fosse istituito un Comitato Centrale che rappresentasse i Comitati speciali e trattasse le cose di comune interèsse. Ma questa savia norma era stata eseguita per due motivi che don Tosi segnalava chiaramente: spirito municipale e grettezza degli interessi comunali. Anzitutto s'era voluto restringere il più possibile la competenza del Comitato Centrale, poi non ci s'era accordati sulla località in cui esso si sarebbe dovuto radunare; in terzo luogo i delegati dei singoli Comuni erano degli incompetenti i quali credevano che il patriottismo e l'entusiasmo per la libertà conquistata supplissero a tutto*, e L'ordine, e la legalità parvero estimate una pedanteria. Il risultato di ciò fu che, a mezzo aprile, i comuni della provincia di Mantova non soggetti all'Austriaco erano tuttora membra sparse senza capo, e senza legami da cui solo ne può venire forza e vita. Questo stato di cose, cui il Tosi aggiungeva la conseguenza dell'iueducazionc politica, la paura delle responsabilità, reclamanti a suo avviso un pronto rimedio, e non a torto, dato chela regione era diventata zona d'operazioni, ed egli stesso consigliava il rimedio cioè la istituzione di un potere che rappresentasse le cessate delegazioni, e che esercitasse in opportuna località i suoi uffici, che questo potere fosse immediatamente Creato dal Governo Provvisorio, U quale demandasse alla persona, cui volesse affidare quest'incarico, la costituzione e la scelta del personale, e del luogo di residenza, oppure lo destinasse senza ulteriori consultazioni da farsi ai Comitati .3)
Al Governo provvisorio toccava quindi decidere la difficile situazione di questa provincia acefala. Una prima deliberazione era già stata presa qualche giorno innanzi
') A. REZZAGHJ, op. oit., p. 78.
*) L. MABCOBRI, op. ci., pp. 102-103'.
3) A. RBZZACBI, op. cti., pp. 78-80.