Rassegna storica del Risorgimento

ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno <1952>   pagina <177>
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La missione di G. Arrivàbene e lo spirito pubblico, ecc. 177
allorquando, l'8 aprile, s'era costituito il Governo provvisòrio Centrale con 7 rappre­sentanti di Milano e 7 rappresentanti uno per ogni provincia della Lombardia (l'ot­tavo quello di Brescia, ai uni il giorno 12): in quell'occasione ere stato specificato che il cittadino Anselmo Guerrieri, che aveva fatto parte del Governo provvisorio fino dalla sua costituzione, vi sarebbe rimasto in qualità di rappresentante della provincia di Mantova fino a quando quella nobile città si fosse trovata soggetta al nemico.J) La successiva (di cui non resta traccia nei processi verbali delle sedute del Governo Provvisorio) fu la nomina dell'ing. Giovanni Arrivàbene a Commissario straordinario per la provincia di Mantova. Il dispaccio con cui, il 21 aprile, il Governo Provvisorio lombardo notificava a /tati?: i comuni dei distretti di quella provincia l'avvenuta nomina che aveva lo scopo di provvedere all'ordinamento regolare di tutti i rami di pubblica amministrazione in codesti Comuni pendente l'occupazione militare del Capoluogo della Provincia. Il commissario straordinario avrebbe stabilito la pro­pria residenza a Bozzolo e sarebbe stato ritenuto investito di tutte le facoltà occor­renti a poter organizzare tanto il servizio amministrativo come il finanziario mentre il servizio giudiziario sarebbe stato compiuto dalle preture. In questa sua mansione il commissario straordinario sarebbe stato assistito da un Consiglio Provinciale com­posto di cinque membri i quali sarebbero stati eletti a maggioranza nel proprio seno dai rappresentanti dei singoli distrettì, convenuti a Bozzolo al più presto possibile. Le autorità amministrative e finanziarie avrebbero fatto capo al Commissario straor­dinario il quale, a sua volta, avrebbe direttamente corrisposto col Consiglio di Stato e con l'Intendenza Generale di Finanza. Il Consiglio Provinciale, a sua volta, avrebbe esercitato le funzioni di Comitato Provinciale di Sicurezza ed a lui avrebbero fatto capo i Comitati di sicurezza distrettuale. Fu, infine, accordata al Commissario straor­dinario facoltà di proporre la nomina del personale da adibirsi agli uffici per il loro regolare funzionamento e, in caso di urgenza (data la situazione precaria di questa zona e la sua vicinanza al fronte) gli fu accordata persino la facoltà di destinare diret­tamente il personale ai vari unici, salvo ottenere la conferma. 2)
L'ing. Arrivàbene si installò subito nella sua nuova- e non facile carica, ed in pochi giorni anche il Consiglio venne nominato e diviso secondo le differenti bran­che ed anche gli uffici di Finanza e di contabilità furono subito in grado di fun­zionare. In tal modo fu riportato un po' d'ordine nel caos della regione, caos aggravato dalla vicinanza alla zona di operazioni e dal fatto che le popolazioni della zona erano fredde e poco o nulla animate a favore della causa italiana, inclinando forse più verso il Tedesco che sempre per lo addietro cercò possibilmente di favoreggiarle . 3)
U Commissariato il 28 aprile era già bell'e costituito e comprendeva, oltre all'Arrivàbene, il dottore hi legge Giovanni Battista Polli in qualità di aggiunto,
i) Raccolta dei Decreti, Avvisi, Proclami Bollettini ecc. ecc. emanati dal Governo Centrale Provvisorio della Lombardia, dai diversi Comitati e da altri dal giorno 18 marzo 1848 in avanti, Milano, ed. Pirola, 1848, voi. I, p. 196. La deliberazione era stata presa il giorno 7. Vedi il processo verbale in L. MARCHETTI, op. cit., p. 111.
2) A. BJBZZAGHI, op. cit., pp. 80-81. Il dispaccio è riportato integralmente in io*.,
pp. 247-248.
8) E. BAVA, op. cit., p. 17.