Rassegna storica del Risorgimento

ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno <1952>   pagina <179>
immagine non disponibile

La missione di G. Arrivabene e lo spirito pubblico, ecc. 179
nell'espressione Servizio amministrativo : voglio dire di problemi strettamente connessi con la guerra sia dal ponto di vista logistico che da quello informativo.
OPra il 10 ed il 15 aprile le troppe toscane, partite ai primi del mese salii tate con grande effusione dal Granduca e dal marchese Ridotti, dopo una lenta marcia attra­verso il territorio modenese si erano attestate al Po ponendosi alla dipendenza del Quartier Generale sardo e, appunto per ordine di Carlo Alberto, avevano, a partire dal giorno 16, varcato il Po a Brcsccllo ed a Borgoforte portandosi a Cintatone, a Mon­tanara ed a Castellucchio, in vista di Mantova, i) L'Arrivabene dovette occuparsi immediatamente che dette truppe fossero mantenute dai comuni nei cui territori si erano acquartierate e ne diede immediata comunicazione ad Antonio Beretta, membro del Governo Provvisorio della Lombardia e commissario governativo straordinario alla sopraintendenza dei viveri ed approvvigionamenti dell'esercito, il quale, il 25 aprile, rispose elogiando l'Arrivabene e comunicandogli d'aver disposto la costituzione d'un magazzino militare a Gazzoldo, dal quale i comuni avrebbero potuto successivamente prelevare viveri e foraggi purché avessero messo a disposizione i necessari carriaggi.2) In tal modo le alleate truppe toscane non si sarebbero trovate in difficoltà, il che sa­rebbe stato tanto più increscioso in quanto il loro comandante, gen. D'Arco Ferrari, s'era egli pure insediato a Bozzolo. Nella capitale di Arrivabene si stabili anche, dal 26 aprile al 4 maggio, il battaglione degli studenti universitari toscani.3)
Ma la questione più grossa che l'Arrivabene dovè subito affrontare, dal punto di Vista politico-militare, fu quella di Brcsccllo. Questa località fortificata, sulla destra Po, al confine tra i ducati di Parma e di Modena, era pure di grande importanza per la difesa e l'offesa del Mantovano ed- era stata oggetto di attenzione da parte degli in­sorti fino dai primi giorni della rivoluzione. Ivi il 29 marzo comunicava P. Ripari al Governo provvisorio di Milano il giorno seguente era stata catturata dai Parmi­giani una barca carica di grano con 15 tedeschi,'*) forse quello stesso grano che un mese più tardi il Governo lombardo chiedeva a quello modenese e veniva da questo rifiutato sia perchè considerato preda modenese, sia perchè già distribuito alle truppe di pas­saggio per la provincia, sia, infine, perchè Modena stessa era mancante di grano o, almeno, così affermava d'essere.5)
Più tardi, il Governo provvisorio lombardo scriveva all'inviato modenese a Milano, Usiglio, d'aver saputo che Carlo Alberto era desideroso che il Governo di Modena entrasse nell' idea del pronto armamento delle artiglierie, che trovami a Brcsccllo mancanti d'affusti e carretti, e ciò pel caso in cui potessero tornar utili per attaccare qualcuna delle fortezze nemiche .6) Ma proprio mentre si rilevava l'impor-
t) C. FABBIS, op. ci., Voi. II, pp. 132-137.
2) A. M. R. M., Fondò Casati, busta 52, n. 3. In Appendice n. 2.
3) C. FABBIS, op. eie, voi. II, pp. 139140. Dell'arrivo a Bozzolo degli studenti pisani e senesi l'Arrivabene diede avviso al governo lombardo con dispaccio 22 aprile (A. M. R. M., Fondo Casali, busta 52, n. 64).
4J p. Ripari al Governo P. di Milano, il 30 marzo 1848, da Parma, in Archìvio Triennale, ccc, et*., voi. Ili, p. 460.
fi Usiglio al Governo P. lombardo, il 3 maggio 1848, da Milano, in A. M. R. M., Fondo Casati, busta 22, n, 9.
e) il Governo P. lombardo a Usiglio, il 23 aprile 1848, in A.M.R.M., Fondo Casati, busta 22, n. 8. La fortezza nemica che Carlo Alberto intendeva assediare colle arti­glierie di Bresce'lo era poi Mantova: UFFICIALE PIEMONTESE, ùp. eit., p. 19; C. FABBIS, op. '* voi. II, p. 166, nota.