Rassegna storica del Risorgimento

FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno <1918>   pagina <56>
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N. Belletti
Margherita passò la sua giovinezza in mezzo a questo fervore d' idee, nelle quali predominava un profondo sentimento d'italianità manifestato, non con moti intempestivi, che la censura non li avrebbe permessi, ma con costante, ferma, eloquente signorilità. Sposata nel *28 a Don Giovanni dei Duchi d'Attempa e trasportata la sua dimora a Roma ella senti il bisogno dì continuare quelle dotte riunioni nelle quali il fratello era riconosciuto non solo maestro d'arte e di sapere ma di virtù civili. Non cenacolo letterario fu il suo, né vana acca­demia ; coloro che convennero intorno a lei non avvertivano d'essere legati da alcun vincolo sebbene dominati da una profonda concordia di pensieri e di sentimenti. Eran di tutte le parti d'Italia, ma spe­cialmente provenivano da Napoli dove erano stati cacciati dopo la miseranda fine della rivoluzione del '20-'21. Rifugiatisi in Roma si riunirono naturalmente presso donna Margherita che molto stimavano e con la quale potevano trattenersi in discussione sugli studi intra­presi da loro con giovanile baldanza, specialmente nel campo della storia dove trovavano conforto rivivendo tutto un passato di gloriose tradizioni che anelavano a risuscitare., CJn fervore di indagini, di discussioni invadeva l'Italia ; erano lunghi viaggi di ricerche in biblio­teche dimenticate, in archivi polverosi, in antichi monasteri, in città e campagne, durante i quali pareva che essi riprendessero possesso delle cose d'Italia.
Un riflesso di questo nuovo indirizzo d'idee l'abbiamo nell'epi­stolario di Margherita Fabbri d'Altera ps specialmente in una uuaranr Una di lettere, tuttora inedite, che Carlo Troja, g Ého dei piti, forti campioni della nuova storiografia - le inviava tra il 1805 e il '46.
Sono quelle stesse lettere che il Trevisani, nelle brevi notizie pubblicate subito dopo la morte del Maestro,' si augurava di vedere pubblicate, perchè contenevano tmporlanti e gravi discussioni stoiichii né aveva torto.
Carlo Troja aveva avuto nei '21 la sua ora di celebrità politica quando era stalo chiamato quale Intendente della Provincia di Basi­licata (10 marzo 1821) da Giuseppe De ThomasÌB allora Segretario degli affari esteri. Con la venuta degli Austriaci egli fu revocato dal suo ufficio. Era stato al governo diciassette giorni. Dopo il '21 parve che nessuno lo molestasse, forse perchè i suoi parenti erano devoti al re; ma nel '24 improvvisamente fu invitato ad allontanarsi da Napoli. Ritorno., avendo ricevuto grazia, nel *2G e ne ripartì volontariamente, per ragioni' di studi, nel '28. Durante la sua dimora a Roma, tra il
* G. JERBVWASI, Brevi notizie afilla ella e della opere di C. Truffa. Napoli, 1858.