Rassegna storica del Risorgimento

ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno <1952>   pagina <182>
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Federico Curato
gne il frumento e le Immature erbe dei prati. Aggiungeva che correvo voce che la popolazione, tramite il Vescovo, avesse offerto a Radetzsky di comperare la libe­razione della città ed il Maresciallo non fosse stato sordo a tale proposta ma avesse preso tempo per riflettere.]) Io non so quanto questa voce rispondesse al vero, ma, ove fosse, è incredibile la dabbenaggine degli abitanti e del Vescovo nel credere che il vecchio Maresciallo potesse cedere la fortezza per danaro: la stessa dabbe­naggine mostrata dai Mantovani qualche settimana prima, la stessa che manife­sterà Carlo Alberto quando abboccherà all'amo tesogli dal Gorzkowski tramite il Martello. )
Con lo stesso foglio l'Arrivabene informava il governo di Milano d'un fortunato fatto d'arme delle truppe toscane che la mattina di quello stesso giorno 28 avevano ricacciato entro Mantova truppe austriache che, uscite da Porta Posteria, avevano razziato 12 paia di buoi, ritogliendoli loro.
In quegli stessi giorni e nei giorni seguenti l'Arrivabene ebbe non poco da fare a causa dell'indisciplina delle truppe modenesi che, col loro contegno, inquina­rono anche l'ottimo comportamento dei Volontari mantovani. A questo si aggiun­sero le richieste (gli otto punti) che il comandante la colonna mantovana, cap. Longoni, richiedeva al governo lombardo e, di cui si dovette interessare l'Arrivabene, raccomandandole a Milano, ma senza successo. 3)
Altro motivo di occupazione e di preoccupazione per l'Arrivabene fu la sortita di Radetzky da Mantova il 29 maggio ed il susseguente scontro di Curtatone e Mon­tanara. Infatti la sconfitta delle valorose ma scarse truppe toscane apriva agli Au­striaci la strada di Bozzolo e di Cremona, pericolo tanto più grave in quanto i ponti deirOglio [erano] guardati scriveva il Finzi al Franzini lo stesso 29 dalla sola, scarsa e non agguerrita guardia civica, mancante anche di armi e di disciplina. Gli Austriaci si diressero, invece, com'è noto, verso Peschiera per farsi battere il giorno appresso a Goito dai Piemontesi, ma ciò non toglie che a Bozzolo vi fosse gran daffare per riordinare le truppe del colonnello Giovanetti e per rialzare il morale della popo­lazione. *)
Ma il centro dell'osservazione dell'Arrivabene era pur sempre e giustamente Mantova; e ciò non solo per motivi sentimentali, ma per perfetta cognizione che quella piazzaforte, rimasta in mano agli Austriaci, era ancora, come nel 1796-97, il perno della guerra coli1 Austria.
Il 27 maggio egli riceveva dal Lanzini, da Suzzara, un ragguaglio sulla situazione interna di Mantova ch'era- a suo avvisomoralmente cattivo ma materialmente buona. Ma quello che più premeva era la notizia che 4000 Austriaci erano usciti, non si sapeva per andar dove: notizia che l'Arrivabene si affrettò a comunicare al ministro
*) A. M. R. M., Fondo Casati, busta 52, n. 61.
2) Sa questa offerta e sull'altra di Carlo Alberto al Gorzkowski, vedi VETERANO AUSTRIACO, op. cU., voi. II, pp. 62-63; P. L. DONIMI, op. cit., pp. 167-168; A. Luzio, art. cit., in op. cit,, voi. IL, pp. 87-88; A. MONTI, op, cit., p. 229.
8) Per questo rimandiamo ad A. REZZAGITI, op. cit.t pp. 99-107 e 252-253.
*) A. REZZAcar, op. cit.* pp. 122-127. Il Luzxo nel saggio La campagna toscana del Quarantotto in Lombardia (ristampato in Profili biografici., e., c't., voi. II, pp. 125-139), a pag. 129 ricorda scene di tedescofili a della popolazione del Mantovano smen­tite dal REZZAOHI a pp. 125-127.