Rassegna storica del Risorgimento
ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno
<
1952
>
pagina
<
183
>
La missione di G. Arrivabene e lo spirilo pubblico, ecc. 183
della guerra di Carlo Alberto, l) Ma, per il momento, l'esercito sardo non attaccò Mantova il che, dopo la vittoria di Goito, fa un grave errore. 2)
Pochi giorni più tardi il Comitato Centrale della Pubblica Sicurezza di Milano domandava alTArrivabene se fosse vero o no il fatto che certo sig. Panai Gaetano di Lodi provveditore generale pel campo di S. M. il Re Carlo Alberto [avesse] delegato persone per l'acquisto di commestibili, pel campo medesimo tanto per la città e prò? vincia di Reggio, quanto in quella di Modena, e nel caso [sarebbe occorso] saper chi [fossero] le persone a ciò deputate.
Correva infatti voce che un gruppo di speculatori, in parte Ebrei, somministrasse viveri agli Austriaci in Mantova, il che era indubbiamente contrario al buon esito della guerra.3) L'Arrivabene assunse subito informazioni sul Panzi presso la direzione di polizia di Modena e Reggio e presso il comitato distrettuale di pubblica sicurezza di Gonzaga, e circa resistenza del gruppo di speculatori, cosi rispose, forse con eccessivo ottimismo, il 14 giugno al Comitato centrale di pubblica sicurezza di Milano: ... Si imene di poter assicurare che il dubbio dell'esistenza di una Compagnia organizzata per somministrar viveri agli Austriaci di Mantova, ha pochissimo fondamento sia perchè è noto che quel Governatore fa uso delle contribuzioni forzate come perchè il raggio nel quale essi possono estenderete loro rapine è abbastanza esteso da provvedersi comodamente senza corrispettivo: e se vuoisi prestar fede a quanto si asserisce la città di Mantova ha potuto soccorrere di viveri anche Verona, che si trovava in ben critiche circostanze. . *)
Poco dopo erano notizie di incursioni austriache lungo il Po, con lo scopo di affondare le barche con le quali alcuni volontari lombardi si recavano nel Veneto, che l'Arrivabene trasmetteva a Milano, unitamente ai provvedimenti da lui presi di sospendere la navigazione sul fiume e di ritirare tutti i mulini natanti di cui gli Austriaci avevano gran bisogno per macinare il frumento, non essendo sufficienti quelli esistenti in Mantova. E in quell'occasione il commissario straordinario non mancava di fare una descrizione pessimistica della situazione della città, presidiata da solo 8000 uomini, di cui buona parte malata, altri scoraggiati, incitando a porvi l'assedio, arrivando fino a prospettare l'ipotesi di aumentare l'influenza malefica dell'aria (in che modo?) per costringere alla resa la guarnigione e prospettando il vantaggio che di questa aumentata morbosità dell'aria la popolazione locale avrebbe risentito poco, in quanto già in parte abituatavi. 5)
Non si può dire con esattezza se queste notizie, trasmesse a Milano, abbiano avuto influenza o meno sulla decisione piemontese di porre il blocco a Mantova; certo è che noi vediamo ai primi di luglio accentuarsi, da parte di ufficiali sardi, l'interesse per la città gonzaghesca, ed è in connessione con questo accresciuto interesse che
i) A, M. R. M. Fondo Casati, busta 52, n. 32. In appendice u. 6. Circa la notizia dell'uscita di 4000 uomini da Mantova, verso Settentrione o verso oriente il 27 maggio non saprei che dire. Nessun testo ne parla. O la notizia del Lanzini è falsa oppure fu fn una mossa del Gorzkowuki per distogliere l'attenzione del nemico da Verona. Vedi
G. UctoA, ap. àt voi. I, p. 224.
2) c, PISACANB, Guerra combattuta in Italia negli anni 1848-49, Genova, ed. Pa
vesi, 1851, p. 103. "
*) A* M. R. M., Fondo Casati, busta 52. n. 61.
*) A. M. R. M Fondo Casati, busta 52, n. 60.
) A." M. R. M., Fondo Casati, busta 70, n. 23. Qui in Appendice n. 11.