Rassegna storica del Risorgimento

ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno <1952>   pagina <184>
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Federico Curato
l'Arrivabene ftt testimoni- e attore lidia più impensata pratica di carattere militare ch'egli ebbe a svolgere in quel periodo, e che certamente non dovette rialzare il suo morale uè di tutti coloro cui stava a cuore il buon esito della guerra: questa pratica fa la ricerca di una pianta della città e fortezza di Mantova.
L mg. Zanardi Eulogio, di S. Benedetto* il 28 giugno ebbe occasione d'incontrarsi per motivi d'ufficio col maggiore dell'artiglieria sarda Cavalli e, tra una domanda e l'altra, il discorso cadde su Mantova. Evidentemente il maggiore tentava d'informarsi di dettagli utili per il buon proseguimento della guerra, ma ring. Zanardi, che non era evidentemente molto bene informa to, gì i rivelò che a Ferrara esisteva una carta topo­grafica in scala molto grande. TI maggior Cavalli manifestò vivo desiderio di averla in prestito a Peschiera per farne fare una copia e lo Zanardi, evidentemente sollecito della causa, si recò a Ferrara munito di una commendatizia rilasciatagli dal munici­pio di S. Benedetto; ma il col. Constabili, non ritenendo tale credenziale sufficiente, non osò privarsi di quella rarità ed in via del tutto eccezionale ne rilasciò in prestito, per pochi giorni, un'altra, che era però un sesto più piccola di quella richiesta. L'in­gegnere Zanardi si affrettò a spedire all'ingegnere in capo della provincia di Mantova, Masetti, questa carta con preghiera di ricevuta e significandogli che ove avesse voluto quella più grande, avrebbe dovuto farne regolare richiesta al cardinale legato dì Fer­rara. !) Il commissariato di Bozzolo s'affrettò ad inoltrare la pianta in scala ridotta e la importante comunicazione al magg. Cavalli, il 3 luglio. -) I documenti non ci di­cono se il maggiore Cavalli si accontentasse di quella ricevuta o si facesse mandare l'altra carta topografica. Ma resta stupefacente che l'esercito sardo, entrato in cam­pagna, non avesse neppure la pianta di una piazzaforte quale quella di Mantova, tanto più che un assedio di Mantova doveva rientrare nelle previsioni dello Stato maggiore piemontese! Qnesta incredibile documentata imprevidenza non unica purtroppo nella tradizione italiana, che a Mantova del 1848 possiamo aggiùngere, col Luzio, Lissa nel '66 e Adua trent'anni dopo 3) prova, se pur ve ne fosse bisogno, in quali deplorevoli condizioni l'esercito sardo fosse entrato in campagna e prova la verità della stupefacente asserzione del Bava che lo Stato Maggiore Generale non aveva potuto provvederci di carte geografiche e topografiche del teatro della guerra, ed a noi era stato impossibile il procurarcene, attesa la precipitosa partenza pel Ticino. 4) E proprio questa mancanza di carte costringeva Altezze Reali e Generali a fare ricognizioni come semplici sottotenenti dandoci prova di un coraggio di cui non dubitavamo, ma anche di tenere in singolare dispregio le attribuzioni pro­prie al loro rango. 5) E forse, a causa di questa mancanza di carte s'era dovutola scor­reria dalla cavalleria Sarda del 19 aprile su Mantova: i generali avevano interesse a veder Mantova. Non a torto il Fabris ha scritto: Furono date varie interpretazioni al fatto di guerra e la più semplice sembra quella così accennata.6) Ma si può però
*) A. M. R. M., Fondo Casati, busta 52, n. 40. In Appendice n. 14.
2) A. M. R. M., Fondo Casati, busta 52, u. 39. In Appendice un. 17 e 18.
3) A. Lezio, Penano e Tegetftof in Profili biografici, ecc.. /., voi. II, pp. 344-.345.
*> E. BAVA, op. cit., p. 11.
5) A. LUHBBOSO, Di questo libro di Corto Alberto e di alcuni insegnamenti della Compagna del 1848 premesso all'edizione del 1935 delTUFFiciAMS PIEMONTESE (Mi­lano, ed. Cornacelo, 1935, p. 126).
6) C. FABRIS, op. ctr., voi. II p. 166.