Rassegna storica del Risorgimento

ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno <1952>   pagina <187>
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La missione di G. Àrrivabpjie e lo spirito pubblico, ecc. 187
xnissario Spini, raggiunto di pretura Nardi e raggiunto del commissariato Pozzo) erano ottime persone* zelanti per la causa nazionale. *)
Negli stessi giorni venne arrestato un avvocato Benzi Carlo, di Carpi Modenese, il quale manteneva rapporti col famigerato commissario di polizia Martello e col mag­giore Fontana, il sospetto comandante della colonia volontari modenesi, ma su questo episodio rinviamo al Rezzagli, non avendo noi avuto la fortuna di trovare nelle carte nessun altro elemento nuovo.2) Lo stesso dicasi per altre persone, già segnalate dallo stesso autore come spie, e cioè per Sante Tellini, la spia di Curtatone,per il parroco di Montanara don Gaetano Terenzi, per il parroco di Cerese don Giovanni Gandini e per Paw. Pietro Melli, delatore dei fratelli Bonetti. 8)
Nuove figure poco chiare, spie o sospette tali (ed il più. delle volte in fondo al sospetto si nascondeva la verità anche se non sempre era possibile provarla) emergono però dai documenti in esame, e testimoniano dello stato d'animo della provincia e della infaticabile attività dell'i ng. Arrivabene.
H 7 maggio il Comitato di Pubblica Sicurezza di Milano, informato che il com­missario distrettuale di Viadana, Saverio Luzzani, aveva abbandonato senza autoriz­zazione la sua sede e si era recato nascostamente nel Milanese, nel Comasco, nell'Ol­trepò cercando di non farsi riconoscere, supponeva che il Luzzani stesso fosse un agitatore in senso contrario all'ordine nuovo delle cose, od anche un emissario e spia del comune nemico. *) Il 10 maggio l'Arrivabene chiedeva informazioni sul conto del sospettato al Comitato distrettuale di Pubblica Sicurezza di Viadana e nel con­tempo consigliava il Luzzani, che proprio quello stesso giorno s'era presentato a Boz­zolo, ad allontanarsi dalla provincia di Mantova. 5) La risposta del Municipio di Via­dana del 19 maggio era un po' meno catastrofica per il sospettato che veniva presen­tato piuttosto che come una spia austriaca, come un individuo che s'era allontanato per misura prudenziale essendo stato, per il passato, uno scaltro fautore della poli­zia austriaca. Gli informatori così spiegavano il loro pensiero:
... Appena si mutarono le nostre sorta... tuttala Popolazione del Distretto mani­festò apertamente i suoi rancori contro il suddetto funzionario non tanto per i suoi principi politici avversi alla libertà della nostra Penisola- quanto per l'immorale di Lui condotta, e scandalose tresche, per la mala fede con cui trattava tutti gli affari della pubblica amministrazione* per i soprusi che esercitava in danno delle parti, per le sue fraudolenti intelligenze con gli appaltatori delle opere pubbliche comunali, per molti debiti di cui si caricava in causa di una sregolata condotta, talché ogni gior­no ai leggevano sui muri di questo Capo Luogo in particolare parole sediziose contro il
>) A. M. R. M., Fondo Casati* busta 52, un. 5, 6,9 e 33. Il rapporto del Pavesi in data 17 giugno è riportato in Appendice n. 10.
2) A. REZZAGHI, op. city pp. 140-146. Il rapporto delTÀrrivabene al Governo Provvisorio è in A. MONTI, op. ci/., pp. 147-148. Il Governo Provvisorio si interessò del Benzi il 17 maggio, come risulta dal verbale pubblicato in L. MARCHETTI, op, cri., p. 241.
3) A. REZZAGHI, op. dt.t pp. 138-140.
*) A. M. R M., Fondo Casati, busta 52, n. 10. Da una lettera della Presidenza del Consiglio Provvisorio di Stato alPArrfvahene, in data 7 maggio, risulta che il Luzzani aveva chiesto d'esser trasferito in altra provincia (A. M. R. M., //.., busta 52,
n. 15).
5) A. M. R. M., Fondo Casati* busta 52, n. 11,