Rassegna storica del Risorgimento

ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno <1952>   pagina <189>
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uà missione di G. Arrivatone e lo spirito pubblico, èffifa 189
dalle notine da me raccolte sul diluì conto non emergerebbe che egli fosse uno dei più pronunciati nel desiderio della gloriosa nostra rigenerazione , motivo per cui era scon­sigliabile rinviarlo a Montecbiaro ove la posizione offre la corrispondenza più facile. e pericolosa i3)
Forse non era neppure una spia il settantenne Giovanni Battita Steffani (o Ste­fani), mantovano, zio del parroco di San Martino, sul quale però correvano voci poco rassicuranti tanto che il Capitano della Guardia Nazionale di Viadana si sentiva in dovere, il 18 maggio, di informare il Gomitato di Sicurezza di questa località, e questo ultimo, a sua volta, lo stesso giorno informava l'Arrivabene.2) Il commissario stra­ordinario il giorno 20 invitava il Comitato di Sicurezza a voler dare prontamente più estese informazioni sul di lui conto, versando sui connotati personali, sulla con­dizione, sulla parentclla (sic), sulla professione, sui mezzi di sussistenza e sopra qua­lunque altro dato che possa mettere lo scrìvente in perfetta cognizione di quell'indi­viduo e nel frattempo ordinava di tenerlo sotto sorveglianza.s) Ma lo Steffani (o Stefani) proprio in quei giorni, venuto a conoscenza dei sospetti che gravavano sudi mi, ricorreva al commissario straordinario e chiedeva che s'pnterponesse] per la giu­stizia e convenienza, [venisse] ordinata alla Pretura di Viadana una procedura poli­tica contro quella persona firmata nel Ricorso; riconosciuta falsa venghino assoggettati a quel castigo che la Legge inflige in simili casi. 4) Forse il settuagenario era vera­mente innocente, ma è sintomatico della zona che si sospettassero ovunque spie, ohe indubbiamente esistevano anche se non tutte quelle designate tali dall'opinione pubblica lo erano per davvero.
Un altro caso di sospetto spionaggio ebbe luogo nel mese di giugno. L'ing. Eulo­gio Zanardi, ingegnere provvisorio di riparto, da S, Benedetto il 23 avvisava l'Arri­vabene che l'ing. Tagliabue, uscito da Mantova, andava in giro cercando notizie sulle posizioni dell'esercito italiano; 5) motivo per cui l'Arrivabene, tre giorni più tardi, ne informava il Comitato Centrale di Pubblica Sicurezza di Milano aggiungendo certamente in base ad altre notizie successivamente ricevute dalla stessa o da altre fonti tutta una serie di località nelle quali il predetto ingegnere s'era recato, appa­rentemente senza motivo. 6) È ben vero che l'equilibrato ingegnere trovava le asser­zioni assai vaghe e destituite di prove, tanto più che il Tagliabue asseriva d'aver compiuto tale giro per motivi privati, ma tutto ciò non toglie che il commissario fosse costretto a star con gli occhi bene aperti, tanto più che in data 26 lo stesso Tagliabue chiedeva d'esser assegnato ad un ufficio nella zona dell'Oglio: domanda sospetta e per la posizione geografica della località, troppo vicina al fronte, data la fama sospetta a torto od a ragione creatasi attorno alla sua persona. ?) Comunque l'Arrivabene gli consigliò invece di recarsi a Milano e trattener visi per qualche tempo lungi da questo teatro di guerra.8)
'JA.M.R. M., Fondo Casati, busta 52, n. 24. Vedi anche i mi. 23 e 25.
2) A. M. R. M Fondo Casali, busta 52, mi. 29 e 28.
3) A. M. R. M. Fondo Casati, busta 52, n. 26. *) 'JL.HL R. M., Fondo Casali, busta 52, n. 27. 8) A. M. R. M., Fondo Casati, busta 52, n. 35. é AéM. R. M., Fondo Casati, busta 52, n. 34. 7)/,M. R. Mi, Fondo Casati, busta 52, n. 33. 8) A.M.R..M., Fondo Casati, busta 52, u. 34.
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