Rassegna storica del Risorgimento
ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
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1952
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La missione di G. Arrivabene è lo spirito pubblico ecc. 193
del territorio minacciato, era totalmente disorganizzata, mancava di armi né era possibile trovarne. In generale poi scriveva l'Arrivabene tutti gli abitanti di questa Provincia sono scoraggiati e spaventati dalla libertà dei movimenti della guarnigione di Mantova* Nelle campagne niuno più crede alla causa della nostra redenzione.l)
Nuove testimonianze dì questo stato d'animo s'ebbero poco dopo, in luglio, ancor prima che la guerra assumesse un carattere disastroso.
Il Governo Provvisorio nella seduta del 23 giugno aveva proposto che fossero mandati nelle singole provincie rappresentanze nazionali con istruzione speciale di occuparsi delle cose militari e delle amministrative in ordine alle militari, di vegliare alla pubblica sicurezza, e di prendere informazioni sul personale addetto agli uffici),2) ed il 25 giugno infatti era stato emanato un decreto istituente un Comitato provinciale in ogni capoluogo di provincia con l'attribuzione di organizzare la Guardia Nazionale.3) Il 5 luglio, poi. il Governo provvisorio aveva deciso di nominare commissari governativi da mandare nelle provincie perchè propagandassero lo spirito del governo decidendo nel contempo che per la provincia di Mantova fosse sufficiente l'Arrivabene 2) ed il decreto relativo era stato pubblicato due giorni dopo, specificando che loro speciale incarico fosse di procacciare la rapida ed uniforme esecuzione di tutti i provvedimenti decretati per imprimere la maggior possibile energia all'andamento delle cose di guerra, per accrescere i mezzi finanziari e per rafforzare nelle popolazioni il sentimento della necessità di riunire tutti gli sforzi alla suprema difesa e liberazione della Patria.
La comunicazione ufficiale fu data all'Arrivabene in data 8 luglio ed in tale occasione gli furono date istruzioni particolari sui ragguagli ch'egli avrebbe dovuto dare al governo intorno alla condizione dello spirito pubblico. 6) E l'Arrivabene, fedele all'incarico ricevuto, in data 11 trasmetteva su questo argomento un lungo rapporto che vai la pena di esaminare da vicino.
Dopo essersi genericamente scusato di avere presentato raramente un quadro completo della provincia sperando sempre che gli avvenimenti militari prendessero una piega decisiva (cioè liberassero completamente la provincia) l'Arrivabene constar tava che il timore che la guerra fosse ancora di lunga durata aveva messo indosso alla gente una trepidazione quasi generale che esanimava ed avviliva. Il commissario se poteva attribuire alle oscillazioni degli opposti eserciti la mancata effettuazione o la proroga della coscrizione militare e la ritardata riscossione della terza rata dell'imposta prediale, doveva accusare di ben altri mali la regione, cioè di sospetto spionaggio, accusa in cui finivano col cadere tutti coloro che provenivano da Mantova o dalle provincie vicine ed i cui passi suscitavano dubbi che pere ben difficilmente pote-
J) A. REZZAGHI, op. cii., p. 159.
2) L. MARCHETTI, op. cit., pp. 401-402.
'*) Raccolta dei Decreti, Avvisi ecc., cit., voi. II, pp. 313-315.
4) L. MABCHEOT. op. cit., pp. 428-429. La scélta delPArrivabene per questa carica fu effetto non solo della profonda fiducia che il governo aveva in lui (come afferma il REZZAGHI, op. cit., j>. 174) ma con ogni probabilità anche del fatto che la provincia di Mantova era solo parzialmente libera e quindi razione dell*Arrivabene poteva bastare ad entrambi i compiti, i vecchi ed i nuovi.
5) Raccolta dei Decreti, Avvisi ecc., cit., voi. II, pp. 374-375.
b) A. M. R. M., Fondo Casati, busta 52, n. 77. In Appendice n. 21.