Rassegna storica del Risorgimento
ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno
<
1952
>
pagina
<
198
>
198
Federico Curato
goforte a destra che un poco di buono aveva accusato ingiustamente (di che cosa?); *) l'agente comunale di Marmirolo, Giovanelli, che era stato accusato di antipatriottismo da Siliprandi di Asola e dal buone Somenzari, e gli stessi due accusatori del Giovanelli. 2) Questo arido elenco, che potrebbe esser continuato, costituisce un'altra riprova di quanto difficile fosse la situazione dell'Arrivabene in una provincia cosi infida ove occorreva diffidare persino degli informatori i quali spesse volte erano mossi all'accusa unicamente da bassi motivi personali. Dà un certo senso di conforto trovare, di tanto in tanto, qualche parola di elogio dcH'Arrivabene o del Polli per qualche patriotta al di sopra di ogni sospetto; per il prof. Mazzarella, il cursore Cristoforo accari ed il cancelliere Baldassarre Sopransi; 3/ per l'ing. Antonio Masetti, nominato ingegnere capo provvisorio per la provincia, e per Giberto Zanetti e Costantino Cantù, assunti rispettivamente come cassiere e come controllore degli Uffici di Finanza provinciali, la cui nomina provvisoria il Polli domandava, il 14 luglio, fosse confermata dal Governo Provvisorio; *) per l'esercente del lotto Pietro Anghinoni in favore del quale l'Arrivabene si battè perchè fosse assunto come dispensiere di sale e tabacco al posto del Frigerio e del Rigoni. 5) Ma purtroppo l'elenco finisce qui, modesta eccezione in una lunga lista di sospetti che solo la debolezza del Governo e la mancanza di prove flagranti impedì fossero colpiti dalla giustizia. L'invasione austriaca, seguita alla battaglia di Custoza, impedì del resto che qualsiasi velleità del governo di imporre la propria autorità potesse essere realizzata e la provincia di Mantova ricadde in potere degli Austriaci senza ch'essa avesse fatto un energico sforzo per impedirlo. Le vicende della colonna mantovana che qualcuno potrebbe mettermi fnnangi stanno a provare che la stoffa c'era, in quella popolazione; ma furono pochi isolati che fecero risaltare l'assenteismo generale del resto degli abitanti. Abbiamo veduto i giudizi dell' Ufficiale Piemontese desunti de visti durante la campagna; ma anche il suo grande avversario, il Mazzini, non era d'opinione diversa tant'è vero che, preparando l'insurrezione dell'Alta Lombardia per l'autunno di quello stesso anno, a chi gli domandava il motivo per il quale non promoveva una insurrezione anche della bassa Lombardia, rispondeva che ciò era a causa della sua località e del difetto di politica educazione dei suoi abitanti. 6)
L'invasione austriaca portò alla provincia una serie di contribuzioni da parte dell'Austria che aggiunte a quelle estorte durante la campagna ed ai danni subiti ad opera dell'esercito sardo dissanguarono letteralmente la provincia. Da uno specchio esistente tra le carte della Consulta Lombarda (specchio che non so se ricavato da pubblicazioni ufficiali o compilato dagli emigrati) risulta che la Provincia di Mantova, del 2 aprile al 30 dicembre 1848, tra requisizioni in genere, prestazioni in denaro e contribuzioni aveva subito, ad opera della sola Austria, un danno di 10.087.721 lire austriache. 7)
i) A. M. R. M., Fondo Gasati* busta 52, n. 19.
2) A. M. R, M., Fondo Casati, busta 52, n. 47.
3) A. M. R. M., Fondo Casati, busta 52, n. 36. In Appendice n. 12. *) A. M. R. M., Fondo Casati, busta 52, n. 46. In Appendice n. 24.
5) A. M. R. M., Fondo Casati, busta 52, un. 20, 21, 44 e 45.
6) N. BIANCHI, op. ciu, voi. II, p. 331.
7) A. M. R. M., Fondo Casati, busta 91 (Constdta lombarda a Torino, carte diverse), n. 8. In Appendice n, 31.