Rassegna storica del Risorgimento
ARRIVABENE GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno
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1952
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pagina
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201
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La missione di G. Arrivabene e lo spirito pubblico, ecc. 201
L'Arrivabenc comunque cimase in Corsica fino al settembre o all'ottobre del 1849, L'I l settembre unitamente ad altri esuli da Mantova (Antonio e Agostino Ma* setti, Narciso Bronzetti, Antonio M mozzi. Luigi Castellazzo il futuro traditore dei Martiri di Belfiore), all'ex-ministro del governo democratico toscano aw. Antonio Mordini e al dottor Flaminio Lolli, l'Arrivabene (che si qualificava come ex prefetto di Mantova, facendo uso di un titolo di cui non aveva mai goduto anche se ne aveva assolto le funzioni) testimoniava la gratitudine sua e dei suoi compagni d'esilio al San-teUi, generoso soccorritore degli esuli della penisola, già console del governo provvisorio di Modena e Reggio a Bastia, più tardi console generale della Repubblica romana nella stessa sede. *) L'8 ottobre 1"Arrivabene era nuovamente a Genova e di li inviava una seconda lettera di ringraziamento al Santelli a nome di tutti i profughi in Corsica rimpatriati: ai loro ringraziamenti diceva l'ex-commissario straordinario unisco i miei caldi e spontanei che avranno lunga e cara memoria. 2)
La situazione era cambiata: la pace era stata firmata a Milano il 6 agosto, ed il Piemonte si era messo sulla strada nuova che consisteva innanzi tutto nel rimettersi dalle batoste subite, militari, finanziarie e morali. L'Arrivabenc si rimise al lavoro. Non abbiamo notizie dirette della sua attività, ma possiamo supporre che se le preoccupazioni della vita quotidiana avranno assorbito bnona parte della sua attività, non lo distolsero completamente dal pensiero della patria italiana. Ne fanno fede ripetiamo la sua collaborazione all'Archivio Triennale del Cattaneo e la testimonianza di Enrico Guastalla: Egli studiava il passato, e traendone coraggio per sopportare il gravoso presente, utili insegnamenti accumulava per l'avvenire. 3) Ma la sua attività non potè esser lunga: un male ne minava l'esistenza, e l'Arrivabene mori immaturamente in Genova il 15 marzo 1852. Al suo funerale pronunciò un lungo, enfatico (stile del tempo!) discorso Enrico Guastalla; discorso non privo d'inesattezze (fa nascere l'Arrivabene a Mantova, mentre era veronese) ma non privo di pathos, e fonte comunque preziosa per i dati biografici e perchè esprime bene il sentimento che animava i patriotti italiani, in terra d'esilio, nel decennio di preparazione che doveva portare all'Italia l'indipendenza, l'unità e hi libertà.
FEDERICO CUBAI
U Supplica ri air emigrazione italiana in Corsica al Re Vittorio Emanuele Bastia,
Tip. Fabiani, 1860, pp. 60-61.
2) Supplica ilelV emigrazione italiana, ecc., I., pp. 62-63.
3) A* M. R. M";, Fondo Guastalla, basta 5. In Appendice n. 82.