Rassegna storica del Risorgimento
FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
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1918
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N. Meìtm
Nondimeno è lieto òhe Eduardo Fabbri, al quale dimostra un'amicizia devota e piena di stima, rimesso in libertà nel '31 abbia ricevuto un'accoglienza trionfale al rientrare nella sua città ed abbia preferito rimanere vice-prefetto a Cesena (carica che aveva avuto già sotto Murat) per calmare gli animi eccitati soverchiamente dall'idee rivoluzionarie che accettare dal Governo Provvisorio la prefettura di Ancona:
Mi piace sommamente che, in questa generale sovversione di idee, vostro fratello abbia fatto in Cesena il suo dovere; risposta la più nobile ch'ei poteva dare ai suoi detrattori e calunniatori. Uvt uomo onesto, quale egli è, non dovea posporre il dovei' suo di mantenere la tranquillità e la pace nel suo paese alle vane teorie e alle stolte speculazioni dei giorni nostri. So che il conte Eduardo sarà comunicato dai molti che ripongono tutta la felicità pubblica nei turbamenti popolari e nelle agitazioni cittadinesche: ma che rileva? Ornai la testimonianza della nostra coscienza dev'essere tutto per noi... I codardi, pel contrario quelli che piti accovacciano e tremono pel tremar d'una foglia, -sono, quelli che hanno la parola più alta e risoluta, e vorrebbero mangiare il mondo, salvo a nascondersi nelle viscere della terra, se si ode qualche sussurro.'
Ma a poco a poco gli studi lo occupano totalmente. Aveva preso le mosse da Dante - immensa figura - dice egli - che divide il medioevo dalla nostra età-da Dante ch'egli veniva studiando più StcN rlcamente, e perciò più vicino al vei? che rettoricamente, e aveva pubblicato nel 1825 il Veltro allegorico di Dante che tante discussioni e tante polemiche doveva suscitare e, spesso, non del tutto garbate. Nel 1832 egli fece seguire il Veltro allegorico dei Ghibellini pubblicandolo nel giornale il Progresso, seccato di dover, per questo, sospendere la sua Storia d'Italia.
S'è stampato un mio lungo articolo sul Veltro nel Progresso articolo che risponde a tutto e a tutti,.. Dico che, ormai, è una vanità il voler saperti M sia questo Veltro ed è una.miseria il voler tormentare la storia;;;; che- io .èbbi- il torto d'intitolare il mio libro del Veltro ; che sono appareccniato a credere quello che si vuole di questo Veltro, ma che, per amor del cielo, non si tormenti la storia. E l'articolo è intitolato del Veltro allegorico dei Ghibellini, per far conoscere quanto m'importa poco il sapere se questo fu ancbè il Veltro di Dante .a
1 Lettor nona. PoatHjpo, 26 luglio 1831.
a Logora dìpliuuiovim. Hapoli, 30 Agosto 183?.