Rassegna storica del Risorgimento
LUCERA ; MAZZACARA MADDALENA CANDIDA
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1952
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Un episodio Incerino della repubblica partenopea 243
calda parola, insistette per una proroga allo scopo di dar tempo al Federici di perorare la causa di Lucerà presso il Comando Generale* offrendo se stessa e i suoi congiunti come ostaggi, il Duhesme esclamò di botto, che a chi gli parlava in nome del generale Federici nulla poteva esser negato; e concesse, pertanto, tre giorni di tregua a condizione che fossero scoperti e giustiziati i colpevoli dell'uccisione del Quartiermastro e aperte alle truppe francesi le porte della città. Restavano, però, i veri assassini, impuniti, se è vero che un tal Raffaele Barbaro, soprannominato Borza di Niglìo , fu arrestato e fucilato fuori Porta Sanseverot avendo, per millanteria, dichiarato in un pubblico ritrovo di essere stato lui ad assassinare il Petitti (vedi: Storia del terraggio Incerino per i germani Candida fu Andrea, Lucerà, Urbano 1882, p, 15). 1)
All'avvicinarsi poi dell'avanguardia dell'esercito francese, l'intera città si pose in gioia" suonando le campane a gloria'; il che diede motivo ai francesi di un sospetto come di suono di campane alle armi, e produsse in loro un effetto contrario ai voti, dei cittadini, perchè si posero in fuga per riferire al generale comandante essere la città di Lucerà costante nella rivolta , non senza portare seco in ostaggio Don Carlo Candida, Bali in Roma e Luogotenente dell'Ordine Gerosolimitano detto comunemente di Malta (v. Archivio Capitolare di Lucerà, Processo Canonico del miracolo operato dalla Patrona il 13 luglio 1837; testimonianza del Can. D. Francesco Candida). Uscirono, allora, ad incontrare i francesi fuori Porta Troia il Vescovo, il Real Capitolo, la Magistratura, il Foro, la Nobiltà, con in testa il venerando simulacro della Patrona. Così potè quel generale persuadersi della verità, cioè dei genuini sentimenti della cittadinanza, ed a questa risparmiare la minacciata rovina.
L'accoglienza della nostra città alle truppe francesi ed alla Mazzaccara fu trionfale, degna di una città sinceramente patriottica. La nobilissima dama passò per le vie cól fulgore della sua bellezza e della sua gloria, con segno di vittoria incoronata , per dirla col Poeta, fra grida di entusiasmo ed acclamazioni di commossa riconoscenza.
INGIUSTO E IMPERDONABILE OBLIO
Ma che cosa fecero poi i rappresentanti del nostro paese per ricordare ai posteri il nome dell'eroina del 1799? Nulla, proprio nulla, è doloroso constatarlo. Sólo nel 1870 intitolarono al nome di Candida Mazzaccara, quella viuzza che fiancheggia il palazzo che fu della Mazzaccara. Neppure nel centenario della Repubblica Partenopea, quando la Mazzaccara fu solo ricordata dal De Nicolò nel discorso su cennato, l'opportuna proposta, fatta nel Foglietto da Gaetano Ottaviano, di eternare nel marmo di una lapide commemorativa la memoria della illustre dama, fu accolta dalla nostra Municipalità! Dove si vede che è destino delle buone idee rimanere sempre tali.
Lucerà, 1932. GIROLAMO PBICNANO
tsi
i) Narra la Memoria or ora citata: Gli autori dell'assassinio dell'infelice Quartiermastro, nel sentire che i francesi marciavano alla volta di Lucerà per darle il sacco e il fuoco, si riunirono col pretesto di difender la stessa, mentre miravano a mti'altro scopo. Sbaragliata questa ciurma dalla parte buona del paese, alla cui testa era Vincenzo Candido, marito di Maddalena Mazzaccara, diversi fuggirono e raggiunsero le bande del Cardinale Ruffo, le quali devastarono molle città della provincia di Bari , p, 20.