Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno <1952>   pagina <246>
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Renato Mannìroli
e fruttifichi; e lo equiparava a Giuda che per avidità di oro vilmente aveva tradito il suo Divino Maestro ;
// sig. Griìenzoni fu ed è egli un esule nel vero e santo significato delia parola? e rispondeva che non si era mantenuto dignitosamente in esilio, perchè dopo 25 anni del medesimo, avendo sporto nel 1847 umile istanza al tiranno di Mo­dena aveva perduto ogni merito precedente e disonorato la sua canizie, che aveva disonorata ancora nel 1849, quando tornato il Duca e rifuggitosi egli nella ospitale Torino, maledicendo pubblicamente a un Re martire e a un Re galantuomo, ed eccitando il popolo a tumulto si era liberato della prigione allegando la cittadinanza svizzera e negando quella italiana.
Infine, don Volpe affermava che il conte Griìenzoni, non avendo costanza politica, non avrebbe rispettato i voti del popolo, poiché tendeva alla repubblica, pur non confessandolo, e quindi avrebbe portato nella Camera il tradimento.
In quest'atmosfera nella quale va inquadrato il ferimento di don Volpe, nonché le polemiche asperrime che ne seguirono si giunse al giorno della votazione.
Erano in lizza, per il collegio di Rcggio-Rubiera, quattro candidati: l'avvocato Giovanni Fiastri, moderato, uomo onestissimo appartenente a patriottica famiglia, che aveva dato all'esercito due ufficiali, i quali avevano combattuto in tutte le guerre dell'Indipendenza; l'avvocato conte Luigi Sorniani-Morelli, pur esso mo­derato, ma con una tintarella democraticoide, che lo fece poi della schiera di Luigi Luzzatti; il conte Giovanni Griìenzoni repubblicano; e, infine, nn certo Gioachino Battisti, già staffiere di casa Pitti a Firenze, clericale.
Su 1557 iscritti, si recarono alle urne 1022 elettori, i quali così distribuirono i loro suffragi: 424 al Fiastri, 212 tanto al Griìenzoni quanto al Battisti, 131 al Sorniani-Moretti. Quindi, ballottaggio e poiché il Battisti era meno anziano del Griìenzoni (questi aveva allora 69 anni, contro 60 dell'altro) il prescelto fu il Griìenzoni a scendere di nuovo in lizza la domenica successiva. L'esito non sarebbe stato dubbio, perchè, ammesso anche, per assurdo, che i voti del Battisti si fossero riversati sul candidato repubblicano, quelli riportati dal conte Sorniani-Moretti sarebbero andati al Fiastri.
JQ ferimento di don Volpe pur riconosciuta la inaudita violenza del suo linguaggio e l'animo diffamatorio che lo ispirava fu universalmente deplorato. Lo stesso conte Griìenzoni, scrivendo a una signora sua amica, così si espresse:
Mi ha cagionato molto dispiacere, mia cara amica, il fatto avvenuto costì contro il prete A. Volpe, e voi che conoscete il mio carattere e l'anima mia non ne potreste dubitare* Ma mi ha fatto al tempo istesso grave pena il sapere che in Reggio si è avuta l'ingiustizia di volerne accusare l'intero partito democratico e con modi e con detti veramente vergognosi*
Nel mentre che trovo da condannare senza ambagi U crimine contro il Volpe, riconosco però deplorevole che in un paese civile non siasi né dall'Autorità supe­riore, né dagli onesti cittadini procurato d'impedire le acerbe provocazioni contro le persone e contro un intiero partito di una persona villana, calunniatrice e istigata e guidata dal più schifoso spirito di parte, le quali potevano condurre a gravi escandescenze ed eziandio a dilettuose [farfallone tipografico: delittuose] vendette,1)
*) La Rivoluzione, settimanale di Reggio Emilia, n. 43 del 30 settembre 1865,