Rassegna storica del Risorgimento
BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno
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1952
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pagina
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256
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256
Renalo Marmiroli
stringersi ai Capi di quel movimento, dimodoché riuscì a farsi nominare Segretario della Giunta Provvisoria istituitasi in Reggio tostochè il Duca aliar regnante, Francesco V, ebbe lasciati i propri Stati, Per dar prova del suo animo riconoscente verso la dinastia del Principe, che coi propri denari l'aveva mantenuto a Vienna, si mostrò fanatico all'ultimo segno per la fusione, e con parole, atti e scritti nemicissimo ai suoi Protettori. Egli è certamente lodevole e doveroso che un cittadino anteponga gli obblighi verso la Patria -a qualsiasi altra considerazione, ma può e deve farlo senza inveire ed offendere ingratamente i propri Benefattori; U Bianchi aWincontro si mostrò felicissimo di dare pubblicamente al Duca la ricompensa del calcio dell'asino.
Era costui nel 1848 nel numero di coloro che mentre facevano gli entusiasti per la fusione, dicevano all'orecchio dei dubbiosi: Io sono più di voi repubblicano, ma Carlo Alberto è l'uomo che ci bisogna in questo momento; che se non camminerà dritto, pia tardi lo cacceremo via anche lui >>.
E via dì questo passo, togliendo anche* ogni valore e serietà ai suoi lavori di storico, accusandolo di aver alterato le fonti per fini partigiani, sì che a lui ben si attagliava la terzina ariostcsca, che dice:
Fu già una zucca, che montò sublime In pochi giorni tanto che coperse A un pero suo vicin l'ultime cime.
Le accuse contro il Bianchi vennero riportate, non solo dalia reggiana La Rivo* luzione, ma anche da un giornale di fuori, ha bandiera del Popolo. H direttore de L'Italia centrale non potè ignorarle, ma tatticamente prese tempo per rispondere.
Scrisse infatti:
La Bandiera del Popolo reca due articoli, uno nel numero che porta la data del 23 e l'altro del 24 corrente dicembre che si riferiscono a L'Italia centrale, lo non ho potuto leggere ponderatamente né Timo né Valtro e solo di corsa ho rilevate parecchie inesattezze e falsità. Nel primo ella parla dei documenti Grilenzoni mettendone in dubbio l'autenticità, e attribuendo al nostro Commendatore Nico-mede Bianchi azioni indegne. Quel giornale non merita risposta alcuna sia per la leggerezza cótta quale s'accinge a distruggere la forza di quelli scritti, sia ancora per quanto di falso egli asserisce. Sappia dunque la signora Bandiera o Banderuola che i documenti sono conservati nell'archivio Ducale di Modena, che il signor VerUurelli e quanti altri impiegati là dentro si trovano sono onestissime persone e che le istanze sono tutte scritte di pugno e carattere del Grilenzoni come è stato da me e da intelligenti rilevato nel confronto d'altri documenti del Grilenzoni, che trovanti parimenti in quell'archivio e con lettere private del medesimo.
Si persuada la Signora Bandiera che denigrando gli onesti, come sarebbe il Bianchi, non riescirà a cantare vittoria, poiché questi non ha- avuto certamente parte nel disseppellimento di quegli atti dei quali soltanto le esorbitanze di alcuni della sinistra hanno giustificata la pubblicazione. D
Scrisse lo Jannaco che il Bianchi volle scagionarsi dall'accusa di aver studiato con il denaro del Duca, ma non convinse.8) Non convinse, né poteva convìncere
J) L'Italia Centrale, n. 358 del 28 dicembre 1865* *) JANNACO, op. cit p 8<M.