Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno <1952>   pagina <257>
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La polemica tra Nicomede Bianchi e Giovanni CrilenzonL ecc. 257
perchè l'accusa è vera. Ne è prova un gruppo di cinque lettere1) tutte di suo pugno, da lui indirizzate, da Vienna, tra il gennaio 1846 e il settembre 1847, a don Luigi Rultartelli, a Reggio, Ducato di Modena Rrecapito] NelTUfizio dell'Omnibus Sotto l'albergo della Posta.
In una prima, cb'è senza data, ma reca il timbro postale di Wien 26 Jan. (1846? dice:
Io sono sano e contentissimo di essere venuto qua benché il vivere e lo star vi sia una cosa sopra ogni credere dispendiosissima. Credete che appena con Sci Lire Austriache al giorno si può vivere meschinamente. Della camera debbo spendere 33 Lire al Mese; e notate che io non abito a Vienna; ma si all'Alzerforstad, dove si trova l'Ospitale, mezzo miglio quasi da Vienna. Il viaggio poi ci è costato più di 200 franchi, aggiungete che sono stato costretto a farmi un Paletto; perchè qui nessuno porta Tabbaro. La legna costa più di quaranta Svanziche al Passo.
La seconda è pur senza data e parla della morte della sorella Elisa; la terza manca anch'essa dcllu data* ma presumibilmente, è del giugno 1847. Dice:
Mio carissimo Don Luigi. Quanto so e posso vi ringrazio della lettera; e qualunque sia il vento che vorrà spirare contro o in favore della banderuola della mia vita io non potrò mai dimenticarmi di voi. State pure certo che io vi scriverò precisamente U giorno che sarò a Bologna onde voi veniate a prendermi, e forse spero a Bologna stessa non è vero? Ma vi dico che vi scriverò in proposito; perchè credeva di partire presto; ma un contrordine mi tiene qua ancora per alcune set' timone. Non crediate però che io abbisogni maggior denaro; perchè non sono già matto; e di sopra più si è aperta alVimprovviso una Cassa più forte. Credo che non avremo fatto male a venire a Vienna; perchè già spero che l'avvenire mio sarà assicurato. Il Conte ha fatto per me più di un padre. Per ora debbo anco con voi non dire di più; sperando che ciò credo resterà nel segreto*
Un'altra è del 13 settembre 1847:
S Come già vi scrissi sulla fine di giugno io già contava di venire a casa sui primi di Luglio i avendo già compiuto tutto, quello che qua io volevo compiere. Voi mi foste cortese di mandarmi Yopportuno denaro; e già tutto era disposto per la partenza quando il conte mi disse che FArciduca Massimiliano desiderava vedere me prima che io partissi; ma che ora non era a Vienna; ma che sarebbe venuto di certo. La cosa mi parve troppo interessante; perchè io non dovessi aspettare; ma frattanto dovetti pagare la pensione anche pel mese di Luglio e l'Arciduca non venne. Una mattina andai dal Conte; e il conte mi disse che l'Arciduca non veniva più che alla metà d'Agosto; ma che io doveva aspettare; e a nome dell'Arciduca mi diede 120 fiorini fini. Matta; ma Mona Santa; poiché non essendomi più fatto di vestiti dal tempo che Voi mi comperaste quelYeccellente panno; io doveva pure farmi un abito; che mi ha portato via 23 fiorini; ed un Gilè bianco che mi è costato 3 fiorini. Di più non venendo più l'Arciduca che alla metà d'Agosto ho dovuto anche pagare la pensione del mese d'Agosto; cosicché 123 fiorini erano andati. Tornai dal Conte per vedere quando l'Arciduca definitivamente veniva; e la risposta fu die non più veniva che ai 2 di settembre; pure ebbi modo di
i) Mi sono state favorite in visione dal dottor Elio Monducci di Reggio Emilia.