Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno <1952>   pagina <260>
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JOHAN HUIZINGA, L'Uomo e la Cultural Firenze, La Nuova Italia, 1947, In 8, pp. 38. L. 80.
Si tratta di una conferenza, che l'autore doveva tenere nel maggio del 1938 a Vienna e che venne poi sospesa, perchè evidentemente vietata dalle autorità tede­sche: tuttavia, malgrado siano trascorsi oltre dieci anni, la disamina dello Hui­zinga conserva anche oggi la sua notevole importanza.
Richiamandosi in linea di massima, al concetto del Burckhardt, per il quale la cultura aveva un aspetto prevalentemente estetico-intellettuale, l'autore esamina pregi e difetti della cultura contemporanea, mettendone acutamente in luce i molti aspetti negativi. Infatti caratteristica essenziale, perchè una sana cultura possa prosperare, è che l'uomo superiore, a cui la cultura si addice, trovi forme di vita sociale favorevoli alla sua formazione. Ciò per ora non avviene perchè: 1) in questa età industriale è l'uomo di media cultura e in quanto tale nemico dell'uomo superiore, cioè colto che predomina, valendosi ai fini pseudo-colturali dei nuovi mezzi mereantil-meccaniei che hanno abituato ad una ben pericolosa parzia­lità e superficialità di comprensione spirituale; 2) lo slittamento della cultura nel politico o nel nazionale crea una preponderanza dell'elemento politico su quello culturale.
Se nel secondo punto vediamo giustamente il pericolo di una perdita per l'umanità, in quanto l'interferenza politico-nazionale rappresenta una limitazione per la cultura, perchè lo Stato viene fatalmente spinto, con i moderni mezzi di propaganda e censura, a nazionalizzare il patrimonio culturale, ci sembra che per quanto riguarda il primo punto l'autore, osservando soltanto l'aspetto negativo dei moderni mezzi mereantil-meccaniei (cinema, radio) non colga l'enorme importanza che tali mezzi hanno avuto nel volgarizzare e diffondere la cultura in quella parte dell'umanità, che, diversamente, sarebbe rimasta estranea ai pro­gressi e alle varie correnti della cultura moderna. Accanto ad un eattivo film o ad una banale trasmissione radio, si possono vedere e sentire rappresentazioni che ispirano nel profondo dell'animo una piacevole soddisfazione spirituale.
E ciò ci sembra coincidere con le conclusioni dcll'Huizinga, il quale, ncll'esa-minare le possibilità di risanamento della cultura, queste vede non in un rinnovamento o in una restaurazione, ma nella consapevole e volontaria eliminazione del superfluo e del dannoso; il che potrebbe prendere le mosse non tanto dallo Stato, come tale, ma da una fede pura e genuina, quale è, per l'occidente, quella cristiana, mediante la quale si verrebbe a creare quella Civi-litas humana in cui si attua la pacifica convivenza e il benevolo reciproco coni-prendersi dei molti e diversi. SALVATORE CABBONE
MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, Animano delle biblioteche italiane. Pubbli* cazione a atra dell'Ufficio studi; Roma, Direzione generale delle Accademie e bilioteche, s. d., in 8", voi., 3, pp. VI-659, S. p.
L'annuario, compilato, sotto la direzione del doti. Guido Arcamone, direttore generale delle Accademie e bilioteche, dal dott. Ettore Apolloni, ispettore gene­rale bibliografico, vuole essere una sintetica e precisa guida attraverso il com­plesso e vario organismo che custodisce il patrimonio bibliografico del nostro Paese.
In nn seminario di studi biblloteconomlci, tenutosi recentemente a Roma, uno dei docenti americani, contrappose alla nostra ammirazione per i prodigiosi sviluppi tecnici delle bilioteche degli Stati Uniti, un entusiastico apprezza-