Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno <1952>   pagina <261>
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Libri e periodici 261
mento dell'insostituibile preziosità e dell'orlatocratico carattere umanistico delle nostre raccolte. Questo cortese riconoscimento blandì il nostro orgoglio e, per un momento, dimenticammo la spaventosa miseria di mezzi contro la quale quoti­dianamente urta lo spirito di sacrificio e la passione dei bibliotecari italiani. Pur­troppo, contrariamente a quanto succede in altre nazioni, si considera ancora, nel nostro Paese, la nobile povertà come una necessaria, inseparabile compagna di ogni attività scientifica e, d'altra parte, si contìnua a considerare la biblioteca come un austero tempio riservato a privilegiati gruppi di iniziati, trascurando la funzione sociale degli organismi culturali.
Questi problemi sono ben conosciuti dai frequentatori delle nostre biblioteche, ai quali l'Annuario vuole fornire un, notiziario storico, bibliografico e pratico sulle biblioteche pubbliche, su quelle che, pur appartenendo a enti particolari, consentono l'accesso al pubblico, e su quelle private particolarmente importanti. Le biblioteche sono elencate secondo l'ordine alfabetico dei comuni nei quali si trovano e per ognuna di esse vengono indicate le caratteristiche peculiari, la consi­stenza del materiale bibliografico (con particolare riguardo agli incunaboli e ai .manoscritti), le vicende storiche che portarono alla formazione delle raccolte. Il terzo volume contiene l'indice delle biblioteche descritte nell'Annuario, delle persone, biblioteche, istituti, raccolte e materiali pregevoli, dei direttori delle biblioteche.
Si tratta, in .sostanza, di un primo prezioso orientamento nella ricerca, che sarà particolarmente gradito dagli studiosi, per i quali l'esteso differenziamento e la ricca fioritura delle nostre biblioteche, specie in alcune città, potevano rap­presentare una difficoltà ed una dispersione. VITTORIO E. GIUNTELA
;. WÉILL, L'éveil des nationalité et le mouvement liberal (1815-1848) 3a ed.; Parigi, Prcsses Universitaires de France, 1946, in 8, pp. 553. Fr. 300.
Quest'opera, informatissima, che fa parte della Storia Universale diretta da Luigi Halphen e da Filippo Sagnac, ha incontrato ovunque grande fortuna. Oa noi non è troppo nota (di rado la si vede citata nelle maggiori enciclopedie o nei repertori bibliografici): eppure è degna di particolare menzione, soprattutto per la sua impostazione solida e acuta.
In due momenti ben distinti l'A. divide la sua minuta narrazione: il quin­dicennio che dalla caduta di Napoleone mette capo alla rivoluzione del luglio 1830; e i 17 anni successivi che si concludono con l'inizio delle rivoluzioni nazio­nali e democratico-sociali.
Tema dominante del primo momento è il tentativo della Santa Alleanza di organizzare la pace, fondata sullo statu quo territoriale, sull'obbedienza ai mo­narchi, sul rispetto dell'aristocrazia e della religione: tentativo che urta però contro due forze considerevoli, il nazionalismo e il liberalismo, le quali vanno acquistando a mano a mano maggiore vigore.
Esse agiscono or assieme or separate. Nei paesi che hanno un lungo passato storico, un'individualità costituita, contorni geografici nettamente definiti, il libe ralisrao lotta da solo, mentre nei paesi sottoposti ancora allo straniero o mal­contenti per una cattiva organizzazione interna, liberalismo e nazionalismo fan lega e sovente si confondono: li troviamo assodati, per esempio, nelle rivendi­cazioni per L'unità della Germania e per l'indipendenza italiana. Alcuni paesi, infine rimangono ancora; fermi all'idea liberale: l'idea nazionale vi si sviluppa tardi* ristretta per lo più a un modesto gruppo di intellettuali; timida e piuttosto incerta dapprima, come presso i popoli slavi dell'Austria; fervida e audace presso altri, come i Tedeschi dei ducati danesi e i Polacchi, politicamente divisi in tre regioni*