Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno <1952>   pagina <263>
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Libri e periodici 263
quale, forse meglio che altrove, si rivelano le doti singolarissime di chiarezza e di penetrazione del grande pensatore. Ma il Croce, preoccupato sovrattutto di dar rilievo alla sua giusta tesi dell'eternità dell'idea liberale, un po' troppo, a mio avviso, ha trascurato i dati di fatto, che egli giudica inutili, perchè a tutti ormai noti e familiari. Di molto inferiore al lavoro del Croce per vigorìa dialettica, questo del Weill ha peraltro il merito (e perciò ne consigliamo la lettura anche alle persone meno dotte) di dare degli accadimenti del breve periodo trattato una vi­sione meno speculativa, sì, ma più diffusa e particolareggiata.
MARINO CTRAVEGNA
A. C. JKMOLO, Chiesa e Stalo in Italia negli ultimi cento anni (Biblioteca di cul­tura storica, 32); Torino, Einaudi, 1948, in 8, pp. 752. L. 3000.
Non è questo certamente un libro che possa perdere, ad alcuni anni dalla pubblicazione, attualità ed interesse. Non sembri quindi inutile una nuova let­tura di esso, per misurarne le ripercussioni, per valutare adesioni e dissensi, per sottoporre ad un più freddo esame quest'opera di eccezione cosi ricca di fascino e tale che, ad una prima lettura, può forse suscitare solo incondizionato consenso.
H tempo ha confermato la validità del libro, la verità di tante sue pagine. L'opera dello Jemolo suscita rispetto, ammirazione, interesse anche in chi non accolga in pieno la sua impostazione o creda discutibili affermazioni in essa con­tenute. Ancora una volta l'autore ha dimostrato quanto sensibile egli sia agli aspetti religiosi e giuridici della storia, così negletti oggi a vantaggio di quelli politici, filosofici e sociali. Ha portato una voce diversa e più profonda in un coro che può apparire monotono. Nuovi motivi e nuovi problemi, dunque, anche se l'inquadratura rimane sempre, almeno per molta parte del libro, quella tradi­zionale, liberale e idealistica, e non si esca sostanzialmente dai limiti della sto­riografia etico-politica.
Senza essere appesantito da abbondanti note o bibliografie, consueto bagaglio dei lavori eruditi, questo libro presuppone lunghe indagini condotte molto spesso senza il sussidio di precedenti studi; si presenta come un lavoro di sintesi ma è reso possibile solo da ricerche compiute direttamente in terreno dei tutto ver­gine con quella larga comprensione e quella sicurezza di giudizio che sono proprie del suo autore.
Questi rielabora anche i risultati dei precedenti suoi studi sulla politica ecclesiastica piemontese e italiana, allargando qui il campo delle sue fonti, utiliz­zando anche, con felici risultati, la letteratura narrativa del nostro Ottocento. Con rara sensibilità sa cogliere i vari aspetti dell'opinione pubblica pur nelle sfu­mature e nelle lente trasformazioni, nei momenti di incertezza e nelle ventate di entusiasmo. Sa individuare filoni ideali, riconoscere la forza di tradizioni e di abiti mentali, che acutamente vengono qui caratterizzati. Cosi là dove si segue il confluire dei rampolli delle famiglie legittimiste nella corrente nazionalista, o dove si penetra nella psicologia di Pio IX e di Vittorio Emanuele per compren­dere la natura del rapporto sentimentale che li legava, fatto soprattutto di per­sonale umana simpatia.
Lo Jemolo ci dà qui un magnifico profilo della politica ecclesiastica italiana ed alcuni insuperabili ritratti dei maggiori uomini liberali (per il Crispi avremmo desiderato qualche cenno sulle preoccupazioni sociali e religiose negli ultimi anni delia sua esistenza). Particolare interesse hanno poi le pagine che conten­gono l'acuta analisi del pensiero liberale circa i rapporti tra Stato e Chiesa, la giusta rivalutazione del Boggio, lo studio dell'influenza di pensatori stranieri sui nostri. A questo proposito ci sembra sottovalutata l'influenza del cattolici liberali