Rassegna storica del Risorgimento
BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno
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1952
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pagina
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267
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Libri e periodici 267
La rivista fiorentina aveva sempre combattuto a viso aperto la democrazia: contro di cesa avrebbero dovuto schierarsi lutti i cattolici. Non era certo nuova la sua violenta ostilità nei riguardi dell'Estrema Sinistra: essa aveva anzi soste* mito che si dovevano distinguere tra i liberali i conservatori (ottimi) dai rivo-luz ionari (pessimi) : si dovevano appoggiare i primi, combattere i secondi. Folli erano invece i clericali che non tenevano conto alcuno di onesta distinzione. Per i transigenti gli interessi della conservazione religiosa si identificavano con quelli della conservazione politico sociale, della Monarchia, della proprietà, del culto della Nazione, del Senato a nomina regia, dell'Esercito. Non era neanche assente l'invito ad una politica colonialistica spalleggiata validamente, e senza tanti sentimentalismi morbosi, da truppe (Rassegna Nazionale 1 aprile 1897, p. 519).
Valga un esempio a chiarire le posizioni dei gruppi opposti alla fine dell'Ottocento: di fronte alla situazione francese, mentre fra gli intransigenti italiani suscitavano simpatie e consensi i cattolici democratici e repubblicani, la Rassegna Nazionale esaltava i legittimisti, sostenitori del trono e dell'altare, nazionalisti e militaristi. Per la Rassegna il male da combattere in Europa, mole diffuso fra i miscredenti come fra i cattolici, era ormai imo soprattutto: la democrazia.
Non intendiamo certo capovolgere (avremmo in tal caso certamente torto) la tradizionale visione liberale ripresa dallo Jemolo, ma riteniamo necessario precisare che alla fine dell'Ottocento, se tra i cattolici organizzati vi erano accanto ai vecchi di.mentalità antiquata, ma con preoccupazioni prevalentemente religiose, dei propugnatori di idee repubblicane, di referendum, di suffragio universale, di rappresentanza proporzionale, di imposta progressiva, di riforma agraria, di ampie libertà civili e politiche, di universalismo, di pacifismo, i conciliato-risti , collaboratori della Rassegna Nazionale, condividevano le posizioni dei liberali conservatori. Solo durante il pontificato- di Pio X i clericali appaiono alleati fedeli dei conservatori liberali , secondo l'antico desiderio della Rassegna (16 maggio 1897, n. 283), che non può non compiacersi di ciò accostandosi al partito clericale che è ormai un partito onesto (16 dicembre 1908, p. 526).
Rimane dunque certo che la Rassegna Nazionale fu nell'Ottocento rivista conservatrice in materia politica e sociale, pur esaltando il Risorgimento nazionale, e respingendo assolutismo, confessionalismo e clericalismo. Non si ha quindi in questo campo nessuna involuzione. Il tono muta solo nelle questioni religiose ed ecclesiastiche; la Rassegna modifica infatti il suo atteggiamento nei riguardi della Chiesa e del Papato, diviene piò rispettosa e ortodossa seguendo in ciò la tendenza di quasi tutto il fronte liberale, che, per soddisfare determinati interessi e ideali, ha incontrato nell'Ottocento l'opposizione della Chiesa, alla quale ora si avvicina nuovamente sperando di poter cosi difendere quegli interessi e quegli ideali.
Se un'involuzione politico sociale in quegli anni ebbe luogo essa fu compinta da molti democratici cristiani, che divennero strumenti della politica di Gioì itti,, la quale fu sostanzialmente conservatrice nelle finalità e nei metodi.
Queste le osservazioni, non immuni da sfrontata pignoleria, suscitate da una seconda lettura di questo libro, che è certo tra le più nobili opere che possa vantare oggi la letteratura storiografica in Italia. FAUSTO PONZI
GIUSTINO FOBTUNATO, Pagine storiche, con un saggio sull'autore di Umberto Za-notti-Bianco; Firenze. La Nuova Italia, 1951, in 16, pp. 208. L. 1000.
Nella benemerita Collezione di studi meridionali nella quale ci auguriamo di veder presto apparire l'aggiornamento della preziosa Bibliografia sarda del Ciaica troviamo riuniti saggi del Fortunato già noti, come quelli su S. Guglielmo e la Badia del Goleto e sul 1799 in Basilicata, e altri su Manfredi e la