Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno <1952>   pagina <268>
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268 Libri e periodici
sua stirpe, su Rionero medievale e i suoi gravami, sulla vita delle provini-in meri* dionali sotto gli angioini, sulle liti secolari per S. Maria di Perno estratti da volumi poco di IT usi della serie Notizie storiche della Valle di Vitalità; da Riccardo di Venosa e il suo tempo e dagli Appunti di storia napoletana dell'R00 sono tratti, rispettivamente, i saggi sulle insurrezioni di città e reazioni di campagne alla calata di Corradino e Dalla " Protesta " del Settembrini alle sue concomitanze .
Le pregevoli pagine dello Zanotti-Bianco premesse ai saggi presentano effi­cacemente al lettore, che non ebbe la fortuna di conoscerlo di persona, il grande meridionalista, del quale delineano con commosso affetto la biografia, essenziale per comprendere certi atteggiamenti del politico e dello storico: il bosco di Lagopesole e tanti altri luoghi dei saggi storici, soffusi dì quella poesia malin­conica e sacra, che lega gli animi a tutto ciò che è passato , ebbero una grande parte prima che nei ricordi dello scrittore nei sentimenti del fanciullo, con le intrecciate vicende dei primi tempi dell'unificazione e del relativo brigantaggio, tanto più che l'interpretazione delle miserie e dei dolori del Mezzogiorno si col­lega nel Fortunato, formatosi nell'età del positivismo con qualche venatura deca­dentistica, al determinismo geografico e naturalistico (ivi compreso quello eco­nomico). La stessa indagine storica gli è suggerita dall'ambiente fisico delle rovine. L'animo, già immalinconito dal silenzio immane e dalla grave aria sente altre suggestioni latenti: in primo piano le plebi sciagurate (depauperate, avvilite e guaste dalla natura avversa), che rinnovano nel 1799, in Basilicata, nella strana guerra sociale combattuta contro il "terzo stato" in nome del re e della fede, che suggella del... grido selvaggio, la cui eco non si è interamente dispersa, l'anarchia del medio evo , gli omicidi e le delazióni (la delazione, che e allora e poi fiorì rigogliosa tra noi: dai tempi di Corradino al secolo XIX) e gli altri delitti e le reazioni ( il popolo delle campagne... allóra come sempre, naturalmente disposto alla piò cieca reazione ) di cui sempre si macchierà contro i civili , i possidenti, i signori (come, fanciullo, il Fortunato vide), costringendoli ad una strenua, continua difesa di cui è traccia persino nel modo di fabbricare le case (a p. 148 sono ricordati quei bugigattoli segreti che... non mancavano nelle abi­tazioni signorili per ogni buon termine). Già nel secolo XHI nel Mezzogiorno il popolo... quello particolarmente delle campagne ancora servili appare al Fortunato indifferente alle comuni sorti della patria, poiché sempre solo a pagare le imposte , non affiancato da una intraprendente e laboriosa borghesia, privo di capitale circolante, diverso da quello dcll'alta Italia da quando, nel nono secolo, frantasi l'unità romana, il nord si suddivise in comuni e regioni autonome, il sud restò immobile tutto di Un pezzo . Il fenomeno delle due Italie antago­niste... è la geologia, è la climatologia che lo hanno creato , e i fatti storici lo hanno ribadito: come avrebbe potuto la mirabile improvvisazione risorgimentale, figlia della passione e della volontà, cancellarlo a un tratto? come, a Italia unifi­cata, le classe dirigente avrebbe potuto, quanto meno, alleviarlo? A rispondere il Fortunato dedico la vita intera; e chi lo conobbe serba vivo il ricordo delle conversazioni nelle quali la passione per la propria terra e le sue genti, soffusa dalla tristezza meridionale, animava il discorso.
A noi, più staccati, sia lecito osservare che in quella mirabile ed esemplare missione, qui presente in veste storiografica, il Fortunato, oltre ad alcune note posi* tivistiche, portò alcune impressioni, tradotte in asserzioni, che ci lasciano un poco scettici. Per esempio vi ritroviamo le tracce di quell'ammirazione pei Piemontesi di cui Io Zanotti ci' Racconta gustosi episodi: non sapremmo precisare quanta parte essa abbia avuto nel volgere con altrettanta simpatia il Fortunato a Manfredi, com'è risaputo nato illegittimo da Bianca Landa, gentildonna piemontese. Certo puntualmente i Piemontesi s'affacciano con Beatrice, figliola del conte Amedeo IV di Savoia e sposa di Manfredi, con Manfredi II, prozio materno di